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Coronavirus, l'Italia resta chiusa in casa fino al 4 maggio. Il premier Conte: ''Non possiamo abbassare la guardia. Ma qualche attività riparte''

Confermate tutte le misure che limitano gli spostamenti e il ''restate a casa'' per genitori e figli. Restano ferme anche le attività produttive ma ci sono alcune novità: riaprono, infatti, le aziende che si occupano del commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, le librerie e i negozi di vestiti per bambini e neonati, così come silvicoltura e attività forestali

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2020 - 19:55

ROMA. "Le misure di contenimento funzionano, l'ufficio europeo della sanità ribadisce che l'Italia è un esempio per gli altri Paesi nel tutelare la salute dei cittadini". Così il premier Giuseppe Conte, che aggiunge: "Non possiamo vanificare gli sforzi, non possiamo cedere ora e sarebbe una frustrazione dover ricominciare dall'inizio con contagi e vittime. Dobbiamo mantenere alta la soglia dell'attenzione, non possiamo permetterci una altra crescita della curva del contagio". 

 

Il lockdown prolungato fino al 3 maggio e chiusura delle attività prorogata anch'essa oltre il 14 aprile e fino al 4 maggio. La decisione è stata ufficializzata dopo una lunga discussione con i capi delegazione delle forze di maggioranza alcuni ministri e il sottosegretario Riccardo Fraccaro e, a quanto risulta, dopo un confronto serrato con alcuni ministri che sono sembrati non propriamente compatti sulla questione con il ministro della salute di Leu Roberto Speranza che voleva limitare al massimo le deroghe e quella alle politiche agricole, alimentari e forestali di Italia dei Valori Teresa Bellanova che chiedeva invece di allentare le maglie. Ma soprattutto a protrarre per svariate ore l'incontro sarebbe stata la discussione sul Mes e il rapporto dell'Italia con l'Europa in questa fase di crisi non solo sanitaria ma anche economica e sociale. 

 

Alla fine, per quanto riguarda il Dpcm, ha prevalso una posizione di mezzo. Confermate tutte le misure che limitano gli spostamenti e il ''restate a casa'' per genitori e figli (con scuole ancora chiuse almeno per altre tre settimane). Restano ferme anche le attività produttive ma ci sono alcune novità: riaprono, infatti, le aziende che si occupano del commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, le librerie e i negozi di vestiti per bambini e neonati, così come silvicoltura e attività forestali. Tutte le attività, ovviamente, potranno rimettersi in moto solo nel caso in cui riusciranno a garantire tutte le regole di sicurezza necessarie ad evitare che il contagio torni a diffondersi.

 

"Si deve restare a casa anche per le festività del 25 aprile e del 1 maggio. Siamo tutti impazienti di ripartire e l'auspicio è che dopo il 3 maggio con cautela si può ripartire. Questo dipende, però, dal nostro comportamento - aggiunge il premier Conte - serve un ulteriore sforzo e mantenere la distanza sociale. La proroga delle restrizioni vale anche per le attività produttive: la tutela della salute deve essere al primo posto. Non dimentichiamo il tessuto socio-economico, non siamo però ancora in quella condizione di allentare le misure per le attività produttive per partire in piena sicurezza".

 

L'invito è quello di farsi trovare pronti a maggio. "Dobbiamo attendere ancora - dice Conte - ma vi promettiamo che se si verificassero prima le condizioni, anche dopo un confronto con gli esperti, provvederemo di conseguenza a riaprire. Intanto c'è qualche piccola variazione e dal 14 aprile possono riaprire carto-librerie e librerie, negozi per neonati e bambini, la silvicoltura e attività varie forestali. Le aziende intanto provvedano alla sanificazione degli ambienti per ripartire quanto prima. Intanto è partito il lavoro per la fase 2 perché non possiamo aspettare che Covid-19 sparisca dal nostro territorio. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro".

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