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Coronavirus, l'Italia ancora ferma. Il premier Conte: ''Proroghiamo le restrizioni fino dopo Pasqua''

Come anticipato dal ministro Roberto Speranza in Senato le restrizioni proseguono. Il premier: "Ci rendiamo conto che chiediamo uno sforzo e un sacrificio ma non siamo nelle condizioni di poter fare diversamente"

Di Luca Andreazza - 01 aprile 2020 - 20:40

TRENTO. "Il Dpcm proroga le misure così come disposte fino al 13 aprile". Così il premier Giuseppe Conte, che aggiunge: "Capitano nel corso di una solennità importante, ma dobbiamo affrontare le festività con le restrizioni. E' necessario un ulteriore sforzo e dopo potremo valutare una prospettiva, sempre in accordo con il comitato tecnico scientifico. Qualora i dati dovessero consolidarsi, inizieremo a programmare un allentamento, ma non siamo ancora nelle condizioni per poterlo fare".  

 

Una decisione nell'aria, la situazione in Italia è ancora difficile. Le restrizioni proseguono fino a dopo Pasqua. "Ci rendiamo conto - aggiunge il premier - che chiediamo uno sforzo e un sacrificio ma non siamo nelle condizioni di poter fare diversamente. Se smettessimo di rispettare le regole, se iniziassimo ad allentare le misure, tutto sarebbe vano e pagheremo un prezzo altissimo. Però poi entreremo nella fase 2, un allentamento graduale, che è la convivenza con il virus. Poi ci la fase 3, che è quella della ricostruzione, del rilancio".

 

Come anticipato dal ministro Roberto Speranza in Senato, l'Italia resta ancora ferma. "Il nostro Paese - prosegue Conte - attraversa la fase acuta dell'emergenza. Abbiamo superato i 13 mila decessi, una ferita che non potremo mai sanare. Il comitato scientifico dice che si iniziano a vedere gli effetti delle limitazioni, ma non possiamo abbracciare ancora una prospettiva diversa da questa".

 

Insomma, ancora troppo presto e non si può fare altrimenti. Le restrizioni dettate dall'emergenza coronavirus non cambiano. "Non possiamo permetterci diversamente. Altrimenti - evidenzia il premier - oltre costo il psicologico, economico e sociale, dovremmo ripartire di nuovo nella stessa maniera e sarebbe un doppio costo".

La richiesta è quella di continuare a rispettare le regole. "Una sparuta minoranza di cittadini non rispetta le regole - conclude Conte - ricordo che ci sanzioni severe e onerose: non ci possiamo permettere che l'irresponsabilità di alcuni comporti un danno per tutti. E' anche una forma di rispetto per le persone che rischiano salute in prima linea come gli operatori sanitari, ma anche nei confronti di tutti i lavoratori che quotidianamente vanno al lavoro per mandare avanti il Paese".

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