Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, tutti a casa fino almeno a metà mese. Boccia: ''Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate''

Il contagio su scala nazionale non cala (superata quota 92mila positivi e i 10mila decessi) e le vacanze alle porte non farebbero che complicare la situazione e quindi se per i virologi prima della fine del mese sarà difficile riaprire le attività a livello governativo si pensa ad andare sicuramente dopo il 15 aprile

Pubblicato il - 30 marzo 2020 - 09:43

ROMA. ''Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il consiglio dei ministri sulla base di un'istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta''. Così ha parlato il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia su SkyTg24 di fatto confermando quello che a molti sembrava ormai scontato: la chiusura del Paese verrà prolungata oltre la data del 3 aprile.

 

Una cosa scontata sin da principio anche perché da calendario scolastico il 9 sarebbero cominciate le vacanze di Pasqua (Pasqua cadrà il 12 aprile) e se il 3 è venerdì rientrare di fatto lunedì 6 aprile per chiudere tre giorni dopo non avrebbe avuto senso anche in una situazione molto meno critica dell'attuale. La data era chiaramente fissata in via precauzionale ma la crescita dei contagi che prosegue con grande intensità (ieri c'è stato addirittura un aumento dei casi totali nel Paese raggiungendo quota 92mila positivi e oltre 10.000 morti) non permetterà aperture a stretto giro. E anche in Trentino il direttore del dipartimento prevenzione dell'Apss Ferro ha confermato che il vero carico sulle terapie intensive è atteso per la fine di questa settimana mentre i decessi aumenteranno da qui a venti giorni. Insomma al momento non si è minimamente usciti dalla situazione di emergenza e riaprire ora vorrebbe dire far ripartire l'epidemia (soprattutto con Pasqua alle porte). 

 

L'ipotesi più ottimista parla del 15 aprile come data per cominciare a far ripartire qualcosa ma l'Istituto di Sanità conferma che al momento non ci sono previsioni di riapertura a stretto giro e che la situazione andrà valutata settimana per settimana (con check accurato proprio tra una quindicina di giorni). Anche la ministra dell'Istruzione Azzolina ha confermato che la chiusura delle scuole proseguirà dopo il 3 aprile mentre dai virologi la voce è stata univoca: da Burioni a Pregliasco l'ipotesi di apertura ai primi di aprile non è da prendere nemmeno in considerazione e più realisticamente si dovrà pensare alla fine del mese.

 

E su quali sono le condizioni di sicurezza per interrompere il lockdown ne hanno parlato gli epidemiologi come Pierluigi Lopalco che ha spiegato che la riapertura potrà avvenire solo quando l'indice di contagio sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona. Non bisogna fare, ha aggiunto Lopalco (si veda il video qui sotto) affidamento, poi, solo sui dati della Lombardia. Ogni curva epidemica di ogni territorio va tenuta in autonoma considerazione.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 ottobre - 16:03

Si tratta di una coppia, tutti i colleghi sono stati sottoposti a tampone al laboratorio dell'Azienda sanitaria e sono risultati negativi. La Mach: ''E' la dimostrazione dell’efficacia dei protocolli antiCovid 19 adottati" ed interviene anche il direttore dell'Apss che ha precisato come il contagio non possa essere avvenuto all’interno dei luoghi di lavoro

22 ottobre - 13:19

Una proposta semplice quanto efficace che permetterebbe agli esercenti di ''salvare'' la stagione come avvenuto in estate tra plateatici allargati e tavolini all'aperto. Con il freddo si dovrebbe, altrimenti, tornare al chiuso ma tra regole sul distanziamento e la paura del ritorno del Covid-19 il rischio che gli spazi coperti restino semi-vuoti appare molto concreto

22 ottobre - 12:31
Un elenco che contiene buona parte dell'Italia, ma anche dell'Austria, così come Polonia, Croazia, Svezia e Svizzera. Nelle scorse settimane invece la Svizzera ha inserito nell'elenco delle aree a rischio Veneto, Campania, Sardegna e Liguria
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato