Coronavirus, restare a casa fino al 16 maggio? Borrelli: ''Data possibile. Questa situazione proseguirà ancora per alcune settimane''
Il capo della Protezione civile ha spiegato a Radio1 e Radio Capital che la fase-2 potrebbe partire a metà maggio. Il rischio è che come in Cina ci sia un effetto di ritorno del virus e comunque il coronavirus ''cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze''

ROMA. Potrebbe essere il 16 maggio la data buona per cominciare, finalmente, la fase-2: quella di un lento e graduale ritorno a una relativa normalità, magari regione per regione e magari per età (con maggiori precauzioni per i più anziani). Lo ha spiegato il capo della protezione civile Angelo Borrelli questa mattina a Radio Anch'io, su Radio1. Perché se è vero che si intravede uno spiraglio di luce con il calo della crescita di contagi è anche vero che i contagi continuano comunque ad aumentare (ieri altre 2477 casi in più con oltre 700 morti) e gli esperti ritengono che per vedere una reale discesa della curva bisognerà attendere ancora almeno una decina di giorni, sempre che le regole siano rispettate.
E allora Borrelli alla domanda se anche il primo maggio lo passeremo a casa ha risposto: ''Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa ancora per molte settimane''. E allora ecco che quella del 16 maggio potrebbe diventare davvero la data della fase-2 quella di un ritorno alle attività. Quel che però è importante sottolineare ha spiegato in più occasioni, quest'oggi Borrelli (anche a Radio Capital, per esempio) è che la situazione attuale sta permettendo di alleggerire il carico di pressione sulle strutture sanitarie e questa è una notizia molto importante perché il sistema sanitario è stato davvero a un passo dal collasso negli scorsi giorni, in più realtà locali.
''Dobbiamo usare misure forti e precauzionali - ha proseguito Borrelli - anche perché non è esclusa la possibilità che vi possa essere un ritorno del virus, come dimostrano le nuove misure in Cina''. Un caso citato da molti governatori locali (compresi quelli del Trentino e del Veneto) visto che se oggi si ricominci a parlare di riaperture possibili e futuribili quel è anche certo è che bisognerà farlo in sicurezza per evitare pericolosissimi rilanci del contagio. ''Il coronavirus - ha completato Borrelli al riguardo - cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze''.






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