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Coronavirus, crescono i casi positivi in Italia ma secondo gli esperti rimangono nella media: 110574 i contagi totali

Con un incremento di +4,5% dei casi rispetto al +3,9% di mercoledì, in Italia aumenta la conta dei contagi totali, portando il numero a 110574. A guidare è ancora la Lombardia, dove il "filotto" di sei giorni consecutivi di calo è stato rotto, causa anche l'incremento nel numero di tamponi effettuati. In Trentino, invece, dice Fugatti, si vedono i segni di una "stabilizzazione"

Di Davide Leveghi - 02 aprile 2020 - 10:21

TRENTO. Nel giorno in cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato il prolungamento delle misure restrittive fino al 13 aprile, come anticipato in mattinata davanti alle Camere dal ministro della Salute Roberto Speranza, dal bollettino della Protezione civile arrivano dati che rompono in parte con i segnali di calo mostrati nella giornata di martedì 31 marzo.

 

Rispetto all'indice di crescita di +3,9% dei contagi, infatti, la giornata dell'1 aprile ne ha registrato uno del +4,5%, mantenendo il tasso comunque in linea con i numeri di quello che l'Istituto Superiore di Sanità ha indicato essere il “plateau” dell'epidemia, quella fase di stasi che fa presupporre un inizio nel giro di qualche giorno di una possibile discesa. In numeri, dal 31 marzo al primo giorno del nuovo mese i casi totali sono cresciuti passando da 4053 a 4782 (la Protezione civile include in questi numeri i nuovi casi positivi, i guariti e i deceduti. I soli casi positivi in più sono 2937 contro i 2107 di martedì).

 

I casi totali in Italia all'1 aprile sono dunque 110574, comprendenti 80572 persone attualmente positive a Covid-19, 16847 dimessi/guariti e 13155 decessi. Tra i malati, poi, si registrano 28403 ricoverati con sintomi, 4035 pazienti in terapia intensiva e 48134 persone in isolamento domiciliare. A guidare la classifica, di gran lunga, continua ad essere la Lombardia, dove il “filotto” di sei giorni di calo delle persone risultate positive è stato interrotto, in virtù soprattutto dell'incremento nella somministrazione di tamponi.

 

Come comunicato nel bollettino regionale dall'assessore al Welfare Giulio Gallera il numero dei tamponi effettuati è passato dai 114mila di martedì ai 121449 di ieri; 7mila in più, dunque, che non hanno che potuto gonfiare i dati sui contagi. Come ribadito in più occasioni dagli esperti, infatti, quei dati comunicati quotidianamente a livello nazionale non rappresentano che una percentuale al ribasso, non solo per le diverse scelte e politiche adottate dai poteri locali sulla somministrazione dei tamponi ma anche per la diffusione più “silente” del virus tra la popolazione, con un alto numero di asintomatici.

 

La situazione in Trentino, secondo i dati comunicati in conferenza stampa nel tardo pomeriggio dal presidente Maurizio Fugatti, registra 2671 casi, con un incremento di 99 positivi rispetto alla giornata di mercoledì – in cui i casi in più erano stati “solo” 45, dato più basso dal 13 marzo. Il numero di vittime, invece, ha segnato un ulteriore incremento di 9 unità, portando il triste conteggio a 173 – 17 erano stati i pazienti positivi a Covid-19 deceduti mercoledì.

 

I livelli di contagio sono alti ma c'è una stabilizzazione – ha dichiarato Fugatti – i morti sono tanti però in calo. Sono 75 i pazienti in terapia intensiva e abbiamo un certo spazio di sicurezza sui numeri nei reparti. Non si deve abbassare la guardia. Sono stati effettuati 683 tamponi e pensiamo di raggiungere i 1500/2000 tamponi prefissati nel giro di poco tempo per gli accordi presi con le eccellenze trentine”.

 

Le strategie per il contenimento, dunque, continuano ad essere ricalibrate in corsa.

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