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| 21 mar 2020 | 23:40

Coronavirus, altra stretta: ''Chiuse tutte le attività non essenziali. E' la fase più acuta dell'epidemia. La sfida più difficile dal Dopoguerra''

La stretta arriva dopo nuovi dati negativi sui contagi e sui decessi per la pandemia coronavirus. Conte: "Restano aperti supermercati, generi alimentari e servizi di prima necessità. Non c'è ragione di creare code. Attive farmacie e para-farmacie, servizi bancari, postali, finanziari e trasporti, ma anche quelle attività funzionali a quelle essenziali"

Coronavirus, altra stretta: Chiuse tutte le attività non essenziali

ROMA. "La decisione è quella di chiudere sull'interno territorio nazionale ogni attività produttiva non essenziale". Il premier Giuseppe Conte ha annunciato nella tarda serata di oggi, sabato 21 marzo, nuove misure. "Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con i sindacati e le associazioni di categoria per definire i servizi di pubblica utilità per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza".

 

La stretta arriva dopo nuovi dati negativi sui contagi e sui decessi per la pandemia coronavirus. "Restano aperti - spiega il premier - supermercati, generi alimentari e servizi di prima necessità. Non c'è ragione di creare code. Attive farmacie e para-farmacie, servizi bancari, postali, finanziari e trasporti, ma anche quelle attività funzionali a quelle essenziali. Gli altri solo in modalità smart working, se ritenute rilevanti per la produzione nazionale. Rallentiamo il motore produttivo, senza fermarlo".

 

La situazione è grave. "E' la fase più acuta - conclude Conte - questa misura si rende necessaria, oggi in particolare, per contenere quanto più possibile la diffusione dell'epidemia. Lo Stato c'è, lo Stato è qui, il governo interverrà con misure straordinarie per ripartire. Dobbiamo stringerci forte per proteggere la vita. Le rinunce sembrano un passo indietro, ma ci permetteranno di prendere la rincorsa per ripartire. Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra. Rinunciamo perché amiamo l'Italia, una speranza per il futuro".

 

Le nuove misure restano in vigore fino al 3 aprile e si attende il Dpcm esplicativo. Qualche ora prima dell'intervento del premier Lombardia e Piemonte avevano firmato ordinanze per una stretta in questo senso, mentre in Trentino i sindacati avevano chiesto "di abbandonare l'attendismo per usare l'autonomia e chiudere tutte le attività non essenziali" (Qui articolo) dopo una giornata difficilissima con i contagi a 1.306 persone e 15 morti per un totale di 28 decessi da quando è partita l'epidemia. 

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