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Coronavirus, terzo lockdown in Austria. Il ritorno alla normalità scaglionato in 3 fasi. Impianti da sci aperti ma con regole rigide

Dal 26 dicembre l'Austria entrerà nel terzo lockdown totale da inizio pandemia. La serrata è divisa in tre fasi, con il divieto di uscire se non per lavoro, emergenze, necessità e sport in vigore fino al 17 gennaio. Impianti aperti ma con limitazioni. Dal 15 al 17 gennaio altro screening di massa. La partecipazione garantisce maggiori libertà per la settimana successiva

Di Davide Leveghi - 19 dicembre 2020 - 11:22

VIENNA. Era nell'aria e, come previsto, è arrivato. L'annuncio che l'Austria entrerà da settimana prossima nel terzo lockdown totale da inizio pandemia è ormai un dato di fatto. Nel tardo pomeriggio di venerdì 18 dicembre, infatti, il cancelliere della Repubblica Sebastian Kurz e alcuni colleghi del governo hanno illustrato le misure che entreranno in vigore da sabato 26 dicembre fino a domenica 17 gennaio.

 

Il lockdown totale, diviso in tre fasi, punta a interrompere la catena del contagio, con un ulteriore ricorso allo screening di massa prima di ritornare ad un regime di semi-normalità. La stessa settimana successiva al termine del 17 gennaio, inoltre, servirà proprio a ristabilire gradualmente una situazione normale.

 

Ma come funziona dunque il lockdown austriaco? Stabilito dopo che l'Austria è stata fortemente colpita da questa seconda ondata della pandemia, la serrata verrà come detto divisa in tre fasi distinte con diversi livelli di restrizioni. Si parte il 26 dicembre – quindi vigilia e Natale potranno essere passate con le attuali regole – con divieto di uscire di casa se non per fare la spesa, andare a lavorare, per urgenze o per l'attività sportiva.

 

In questa fase, con cui si punta a stoppare il contagio, tutti i negozi saranno chiusi, mentre gli impianti, di contro alle indiscrezioni di questi ultimi giorni, potranno tenere aperto a patto che emanino dei propri protocolli e facciano rispettare l'obbligo di indossare la mascherina Fp2.

 

Una seconda fase scatterà il 15 gennaio, fino al 17. In questo periodo si svolgerà un'attività diffusa di screening, in modo tale da offrire una sorta di “patente” di maggiore libertà. La bassa partecipazione registrata nel primo testing di dicembre ha infatti spinto a inserire delle regole che garantiscano a chi si è sottoposto al test di massa, risultando negativo, maggiori margini di libertà. Questi, infatti, potranno incontrarsi con un'altra famiglia e partecipare al commercio.

 

Nella settimana dal 18 al 24 gennaio, infine, scuole, negozi, bar e ristoranti potranno riaprire. I negozianti da parte loro dovranno essere dotati di un test con risultato negativo. “Per tutti coloro che non si testano, le regole del blocco si applicano per una settimana in più”, ha dichiarato Kurz. Dal 18 gennaio, inoltre, anche le attività culturali potranno riprendere seppur in misura limitata (e, per gli spettatori, con test negativo).

 

Anche dopo il 17 gennaio, rimarrà in vigore il coprifuoco dalle 20 alle 6. L'attività di testing, aperta a tutti nei giorni tra il 15 e il 17 gennaio, verranno svolti anche successivamente in quei territori dove il contagio mostra un'incidenza particolarmente alta. Dal 27 dicembre, inoltre, prenderà avvio la campagna di vaccinazione. “Entro l'estate, al più tardi, puntiamo a tornare alla normalità”, ha concluso il cancelliere.

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