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Coronavirus, anche in Svizzera contagi in aumento e scatta il lockdown soft con gli impianti ancora aperti

Berna ha deciso e molti hanno criticato la scelta di bloccare completamente bar, ristornati, cinema, teatri e permettere lo stesso alle persone di andare a sciare. Intanto l'Austria torna in lockdown e si affida al test di massa modello Alto Adige

Di L.P. - 18 dicembre 2020 - 19:37

BERNA. Lockdown dei ristoranti, dello sport, della cultura in Svizzera per un mese ma, al momento, no al blocco totale e via libera allo sci se sono rispettati certi livelli di contagio. Il Consiglio federale oggi ha comunicato cosa accadrà nei prossimi giorni e, spiega il quotidiano ticinese Tio.ch  ''l'obiettivo è ridurre in modo netto e rapido il numero dei casi, che non corrisponde alle nostre aspettative''. Questo ha detto il consigliere federale Alain Berset per spiegare la stretta in arrivo.

 

E così mentre la Germania è in lockdown totale e anche l'Austria ha annunciato la chiusura totale 24 ore su 24 dopo aver registrato solo nella settimana tra il 30 novembre e il 6 dicembre 2.536 morti (e darà il via a uno screening di massa modello Alto Adige) la Svizzera percorre una strada intermedia. Nelle ultime 24 ore, si sono registrati 4478 nuovi casi di coronavirus, secondo le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e 120 nuovi decessi numeri molto simili a quelli del Veneto che però ha 4,9 milioni di abitanti contro gli 8,6 della Svizzera.

 

Il governo ha spiegato che chiudono tutti i bar e ristoranti e non sono previste deroghe per le feste. Possono rimanere aperte solo le mense aziendali e scolastiche (della scuola dell'obbligo) e i servizi per gli ospiti degli hotel. Restano inoltre consentite la vendita di cibi e bevande da asporto. Il governo ha anche imposto la chiusura degli impianti sportivi. Via libera alle attività all'aperto in gruppo fino a cinque persone. Eccezioni sono previste per le leghe professionistiche e per bambini e ragazzi fino a 16 anni.

 

I cantoni sono responsabili dei comprensori sciistici, che a determinate condizioni (livello dell'epidemia, capacità degli ospedali, macchina del tracciamento efficiente). Per farlo l'Rt deve essere sotto la soglia di 1 per sette giorni consecutivi e inferiore anche alla media svizzera su sette giorni. Chiusi musei, cinema, biblioteche, casinò, giardini botanici, zoo e altre strutture culturali e ricreative. È possibile svolgere attività culturali in piccoli gruppi ma restano per contro vietate le manifestazioni con pubblico. 

 

Allo scopo di ridurre ulteriormente gli assembramenti, il governo ha nuovamente inasprito la capienza dei negozi. Il numero massimo di clienti dipenderà dalla superficie di vendita liberamente accessibile. Le restrizioni sugli orari - apertura non concessa dopo le 19 nei feriali e chiusura totale la domenica e i festivi - rimangono in vigore. Ovviamente si sono aperte diverse polemiche per quanto riguarda l'apertura delle piste e la chiusura di tutto il resto. ''Lo sci si pratica all'aria aperta e mai in gruppi numerosi. Per contro i ristoranti sono al chiuso, mentre per negozi e trasporti ci sono forti limitazioni'', ha spiegato Berset senza contare che buona parte dei focolai europei si sono sviluppati proprio sugli impianti da sci in Austria, Tirolo e Trentino Alto Adige.

 

E per il Natale? Ecco cosa consiglia il governo federale

 

 

 

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