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Courmayeur, il ghiacciaio Planpincieux torna a muoversi. Evacuati turisti e residenti minacciati da 500mila metri cubi di ghiaccio

L'anno scorso era scattato l'allarme in Val Ferret a settembre perché c'erano 250mila metri cubi di ghiacciaio che si stavano staccando (IL VIDEO). Quest'anno la fase di scioglimento è già iniziata e da oggi è previsto un'innalzamento delle temperature. Il sindaco invita tutti i residenti e turisti presenti a restare nella valle solo "se ritengono di essere autonomi (anche rispetto alle scorte alimentari) per il periodo di almeno tre giorni"

Pubblicato il - 06 agosto 2020 - 13:01

COURMAYEUR. Rischiano di distaccarsi circa 500 mila metri cubi di ghiaccio e allora il sindaco di Courmayeur, Stefano Marocchi, ha disposto l'evacuazione di una settantina di persone (15 residenti e oltre 50 turisti) che si trovavano ad occupare una trentina di case posizionate nella parte bassa della val Ferret. Questo quanto è stato disposto ieri sera con un'ordinanza dal primo cittadino del comune montano, poiché la fase di scioglimento del ghiacciaio di Planpincieux è già cominciata ed è atteso un rialzo termico in queste ore.

 

I tecnici della Regione e della Fondazione montagna sicura hanno analizzato la situazione e spiegato all'amministrazione comunale di Courmayeur che l'evoluzione del ghiacciaio di Planpincieux (da sempre ''osservato speciale'' che aveva già spaventato la Val Ferret nel settembre scorso con una serie di distacchi piuttosto impressionanti e vi era il pericolo che crollasse una porzione di ghiacciaio di 250mila metri cubi QUI ARTICOLO) ha portato all'inizio del distacco di un "nuovo settore" del volume di circa 500 mila metri cubi e così sono state stabilite le zone a rischio.

 

Questa la situazione dell'anno scorso

 

 

 

 

E' stata, quindi, creata una "zona rossa (massa densa)" e una "zona gialla (nube aerosol)". L'ordinanza comunale chiarisce che la "situazione di rischio avrà una durata ridotta stimata in almeno tre giorni" e quindi invita le persone che non si trovano a vivere o soggiornare nelle zone rosse e gialle a scegliere consapevolmente se restare in Val Ferret o meno. La risposta positiva deve essere valutata "se - si legge ancora nell'ordinanza - ritengono di essere autonomi (anche rispetto alle scorte alimentari) per il periodo di almeno tre giorni".

 

 

Le persone sfollate, intanto, troveranno ospitalità nella cosiddetta ''zona di accoglimento'' fissata al palaghiaccio di Courmayeur. L'ordinanza, oltre a prevedere lo sgombero delle abitazioni a partire dalle 6 del mattino di oggi, che si trovano nella parte bassa della Val Ferret, ha imposto anche il divieto di transito lungo la strada comunale della vallata. Per accedere alla vallata esiste, però, la strada alternativa della Montitta a senso unico alternato, con impianto semaforico il cui accesso, però, è riservato a soccorritori, forze dell'ordine, personale comunale dei servizi essenziali e persone autorizzate dal sindaco.

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