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Elezioni comunali, manifesti in vetrina? In arrivo sanzioni fino a mille euro per i candidati

La polizia locale sta portando avanti diversi controlli. Le legge di riferimento è la 216/1956 nella quale è precisato, in merito alla disciplina delle affissioni, che è vietata tra le altre cose, l'affissione o l'esposizione di manifesti o stampati inerenti la campagna elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposti al pubblico, come appunto le vetrine dei negozi

Di Giuseppe Fin - 15 settembre 2020 - 11:46

TRENTO. Niente facce dei candidati, sindaco o consiglieri, in vetrina. Niente, insomma, manifesti elettorali sulle pubbliche vie ma solo sugli appositi spazi. Nessuna novità se si pensa che la legge che regola questo aspetto è del 1956 ma ancora oggi qualche candidato si fa trovare in castagna.

 

Proprio in queste settimane la polizia locale sta portando avanti molti controlli e i verbali fatti sono diversi. A confermalo è l'ispettore Pierangelo Vescovi che assieme ad altri agenti, a seguito anche di segnalazioni, sta verificando alcune situazioni considerate fuori legge.

 

La normativa è contenuta nel vademecum che è stato predisposto dal Commissariato del Governo e che è stato consegnato ai partiti e ai vari candidati oltre ad essere pubblicato anche su internet (QUI IL LINK).

 

All'interno si precisa che dalla data dell'avvenuta assegnazione degli appositi spazi per la propaganda elettorale e fino alla chiusura delle votazioni, è vietata: l'affissione o l'esposizione di stampati, giornali murali od altre tipologie, nonché di manifesti, inerenti alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposti al pubblico, nelle vetrine dei negozi, su portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli alberi e sugli autoveicoli in sosta.

 

Il Ministero dell'Interno ha poi precisato che durante la campagna elettorale, sempre riferendosi, riferendosi la legge 216/1956 in merito alla disciplina delle affissioni, possa essere consentita l'affissione di stampati inerenti la propaganda elettorale su mezzi mobili, quali automezzi, pullman, roulotte o carrelli e altro però, non possono essere lasciati in sosta nelle vie o piazze o altro luogo pubblico o aperto al pubblico.

 

I controlli che sono stati portati avanti nei giorni scorsi e hanno riguardato anche un negozio sfitto che si trova in vicolo del Vo' dove all'interno, e quindi visibile dalla pubblica via, sono stati posizionati i manifesti giganti del candidato Cristian Zanetti di Fratelli d'Italia. Attaccato alla vetrina, addirittura, il manifesto di Dellagiacoma, altro candidato oggi di Fratelli d'Italia. Comportamenti, questi, ovviamente vietati altrimenti ad ogni tornata elettorale ci sarebbe la corsa dei negozianti ad affittare le proprie vetrine per le campagne dei diversi candidati dando vita al caos più totale e invece ci sono gli spazi appositi per questo

 

 

Un altro caso segnalato si trova in via Mazzini dove è presente il comitato del candidato sindaco Andrea Merler. In quest'ultima situazione, però, sono in corso le verifiche. Non sono presenti manifesti alle vetrine ma quelli all'interno del negozio si possono vedere nella pubblica via.

 

Le violazioni sono punite con una sanzione amministrativa che va da circa cento euro e può arrivare fino a circa mille euro.

 

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