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Età, sesso e mortalità ecco come l’epidemia di covid-19 ha colpito il Trentino: “Val di Fassa maglia nera in base alla prevalenza per abitante”

Tra marzo e aprile la fase che ha messo in grave difficoltà il sistema sanitario trentino: in due settimane ricoverate 844 persone. Val di Fassa, Giudicarie e Val di Fiemme le comunità più colpite. Dal 20 marzo oltre 30 decessi al giorno

Di Tiziano Grottolo - 21 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. I primi casi di coronavirus in Trentino sono stati rilevati all’inizio del marzo 2020, più precisamente il secondo giorno del mese, da allora l’epidemia ha subito un’impennata fino ad arrivare (il 19 maggio) a 5.327 persone contagiate. Praticamente l’1% della popolazione trentina ha sicuramente contratto il virus (QUI il focus sui sanitari contagiati). Alla stessa data i decessi registrati (458), sicuramente legati al covid-19, sono stati l’8,6% sul totale dei contagi.

 

Questi dati però, come specificato dal “Report covid-19: la Malattia” a cura di Apss, sono solo parziali, in particolare risentono di variazioni nei criteri di effettuazione dei tamponi, che sono mutevoli sia nel tempo che nei diversi contesti territoriali, in relazione a molteplici fattori, quali l’andamento epidemiologico, la disponibilità di reagenti per i test, le priorità del contact tracing.

 

 

In attesa di dati più completi è possibile rilevare come, in base alla prevalenza per abitante il dato che prende in considerazione i casi esistenti (calcolato al netto dei focolai in strutture residenziali), la val di Fassa sia il territorio maggiormente colpito, seguito da Giudicarie e Val di Fiemme. Purtroppo in questo senso il report non permette di essere più precisi ma dalle tabelle si evince come, già dal 20 marzo, la situazione in val di Fassa stesse precipitando per raggiungere livelli critici intorno all’8 aprile.

 

 

Affrontando il tema dei tassi di contagio (al 19 maggio) sono 5 i Comuni già attenzionati per l'alto numero di casi in rapporto alla popolazione (contando anche i contagi in Rsa): Vermiglio (4,1%), Canazei (5%) e Campitello di Fassa (6,2%), Borgo Chiese (6,4%) e Pieve di Bono-Prezzo (6,8%).  Non a casa 2 comuni fanno parte della val di Fassa e due delle Giudicarie e uno della Val di Sole (altro territorio con una rilevante prevalenza per abitante).

 

 

Un primo indizio sulla presenza dell’epidemia può arrivare dal confronto degli accessi ai Pronto soccorso per polmonite e insufficienza respiratoria acuta, avvenuti nel periodo tra marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, “questi dati – si legge nel report – evidenziano il picco di accessi del 2020 verificatosi dal 10 marzo al 10 aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Il Trentino ha attraversato la fase più critica tra il 30 marzo e il 12 aprile quando negli ospedali vennero ricoverate 844 persone, numeri che misero “in grave difficoltà il sistema”. Nello stesso periodo venne anche registrato il picco dei decessi.

 

 

All’11 maggio (i dati del Report sono aggiornati a questa data), possiamo affermare che in numeri assoluti sono stati registrati 5.134 casi (4.675 al netto delle Rsa), il 24,3% dei casi covid-19 ha più di 80 anni (in questo numero sono contenuti anche gli ospiti delle Rsa), mentre il 41,7% è invece compreso nel range di età dai 30 ai 59 anni. In Trentino, contrariamente al trend nazionale, le donne sono risultate le più colpite: 57% (2.949 casi), mentre gli uomini rappresentano il restante 43% (2.185 casi). Quest'ultimo un numero che deriva dall’incidenza che il virus ha avuto nella fascia d’età degli over 80 dove le donne colpite sono state il 67% dei casi registrati.

 

 

Per quanto riguarda i decessi legati al coronavirus in Trentino sono stati conteggiati come tali quelli certificati da una scheda Istat o da un tampone positivo, al contrario sono stati esclusi i deceduti con 2 tamponi consecutivi negativi. L’età mediana dei deceduti all’11 maggio è 86 anni (QUI il focus sulle Rsa). A partire dal 20 marzo si rileva l’inizio della differenza tra il numero di decessi globali osservati (covid-19 e altre cause) e la media dei 5 anni precedenti. Il picco massimo si registra nei primi giorni di aprile e solo successivamente alla fase peggiore si torna progressivamente verso un dato in linea con gli anni passati. È intorno al 20 aprile che i decessi rientrano nella media.

 


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