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Gli alpini trentini al lavoro per far rinascere lo studentato di Rondine: servirà per far crescere i leader per la pace e a giugno arriverà Liliana Segre

Si tratta di un progetto nato in provincia di Arezzo con la costruzione di uno Studentato Internazionale – World House nel cuore di Rondine. Una vera e propria cittadella della Pace dove giovani provenienti da Paesi interessati da conflitti   accettano di convivere 

Di G.Fin - 02 febbraio 2020 - 19:10

TRENTO. La voglia di fare e soprattutto la passione e il grande cuore degli alpini trentini non conoscono confini. Lo hanno già dimostrato tutte le volte che non hanno atteso un attimo nel mettersi al servizio di quelle popolazioni che negli ultimi anni sono rimaste vittime di catastrofi naturali. Basta pensare al terremoto in Emilia e all'impegno durato settimane e mesi per soccorrere chi si trovava senza più una casa.

 

Ora le instancabili penne nere trentine sono pronte ad iniziare una nuova sfida. Saranno infatti uno dei tasselli fondamentali che permetterà di portare avanti un importante progetto di pace, unico nel suo genere. Stiamo parlando della sistemazione dello Studentato Internazionale – World House. Il cuore di Rondine, un progetto che ha portato alla nascita, in provincia di Arezzo, di una vera e propria cittadella della Pace, trasformando un antico sobborgo in un luogo dove giovani provenienti da Paesi interessati da conflitti degenerati nelle diverse forme violente, attuali o recenti, accettano di convivere con il proprio 'nemico', guardando in faccia ciò da cui avrebbero voluto fuggire.

I giovani, tutti assieme, intraprendono un percorso innovativo, partendo dagli esiti di dolore e di rabbia che la guerra ha prodotto, per poi, sempre assieme, promuovere azioni e progetti di sviluppo nei propri Paesi ed essere leader in contesti caratterizzati da rapide trasformazioni, elevata complessità e alta conflittualità. Per diventare, insomma, “ambasciatori di pace” nei luoghi dove sono nati.

 

Il progetto vede l'impegno degli alpini trentini nel sistemare un edificio che sarà poi luogo dove potranno vivere 12 studenti. A dare man forte sono anche delle aziende trentine a partire da Giacca, Obrelli, Chistè costruzioni, Nardin Serramenti coadiuvate da Stea. I primo gruppo di volontari è arrivato nel sobborgo in provincia di Arezzo già ieri mattina, sabato 1 febbraio. Un primo sopralluogo con i capicantiere per prendere possesso delle varie aree.

 

L'amicizia con Rondine e gli alpini trentini è nata in occasione dell'Adunata che si è tenuta a Trento due anni fa. “In quella occasione – ci racconta Renzo Merler, penna nera di Trento – come logo per la nostra Adunata avevamo deciso di inserire la colomba della pace. Un simbolo forte e importante. Da qui siamo stati contattati dall'associazione Rondine che ci ha presentato il loro progetto di pace e per tutta la durata dell'adunata sono rimasti a Trento con uno stand”.  Al termine della manifestazione che ha visto migliaia di persone arrivare a Trento, i rapporti tra gli alpini e i ragazzi di Rondine non si sono interrotti ma, anzi, sono cresciuti giorno dopo giorno fino a quando l'abbraccio degli alpini è arrivato ad Arezzo. “Per noi è un progetto non semplice – spiega Merler – ma le sfide non ci spaventano e abbiamo la voglia, la passione e il cuore per andare sempre avanti tutti assieme”.

 

Ecco allora che alpini trentini, volontari, tecnici, aziende e professionisti hanno deciso di scendere in campo per dare nuova vita allo studentato di Rondine. “C'è una grande voglia di mettersi in gioco – continua l'alpino di Trento - noi in qualche modo questa esperienza l'abbiamo già vissuta in Emilia o in altre occasione dove siamo andati a fare delle opere per aiutare le popolazioni. Sono esperienze che ti lasciano sempre qualcosa di unico e ti legano tantissimo con le persone con cui lavori, mangi e dormi”.

 

Dopo la prima perlustrazione al sobborgo di Rondine ieri gli alpini sono tornati a Trento. In questi giorni verrà messo a punto un vero e proprio programma degli interventi. La partenza ufficiale dei lavori è fissata per il 22 febbraio. Ci saranno turni da sabato a sabato, si lavorerà anche di domenica e ogni settimana c'è sarà il ricambio con 7 o 8 volontari.

L'intervento che vede impegnati gli alpini trentini è un edificio formato da due piani. “Si tratta di una struttura che è rimasta diroccata per anni – racconta Renzo Merler – e con una ditta del posto si è riusciti a sistemare il tetto e l'intonaco esterno. Quello che andremo noi a fare è tutta la parte interna a partire dall'intonaco agli impianti elettrici e termoidraulici. Stiamo parlando di due piani di circa 150 metri. In uno troveranno spazio le stanze per 12 studenti mentre nell'altro gli uffici di Rondine che ora sono sparsi per sobborgo”.

 

A dirigere i lavori ci saranno per iniziare due capicantiere: Remo Raffi, capogruppo degli Alpini di Strigno e Lorenzo D'Andrea amico degli alpini di Romagnano. L'obiettivo, ovviamente, è quello di terminare l'intero lavoro nel più breve tempo possibile soprattutto in vista di un altro importante evento che vedrà sempre protagonista il sobborgo di Rondine. In giugno, infatti, la senatrice a vita Liliana Segre ha fatto sapere che terrà la sua ultima testimonianza completa, quella fatta fino ad oggi in moltissime scuole d'Italia, proprio a Rondine. Un appuntamento importante che vedrà al centro proprio l'antico borgo.  “Lavoreremo anche la domenica – conclude Renzo Merler – e come sempre ce la metteremo tutta”.

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