Trento avrà il suo ostello sociale per i lavoratori che non riescono a permettersi un affitto, ecco dove sorgerà
L'assessore comunale al welfare di comunità Alberto Pedrotti: "L'intenzione è quella di garantire ai lavoratori con un reddito basso una stanza con un canone poco più che simbolico"

TRENTO. Trento avrà il suo ostello sociale: una struttura con alloggi dedicati alle persone che, pur lavorando, non riescono a raggiungere un reddito sufficiente per potersi permettere di pagare un normale canone d'affitto.
Se ne parla da anni – con l'iniziativa che era stata approvata in consiglio comunale addirittura nel 2021 (articolo qui) – ma ora le idee sono più chiare, così come appare definita la location che ospiterà l'ostello che, con ogni probabilità, nascerà in seguito alla ristrutturazione dell'edificio delle ex scuole Bellesini nel quartiere Cristo Re.
A confermarlo è l'assessore comunale con delega in materia di welfare di comunità Alberto Pedrotti che, intervistato da il Dolomiti, dichiara: "È tutto molto più di un'idea e c'è la forte volontà di arrivare alla realizzazione del progetto. L'edificio delle ex scuole Bellesini avrebbe dovuto diventare la sede provvisoria del Punto d'Incontro, mentre questo verrà collocato all'ex convento delle Orsoline, più spazioso e adeguato dal punto di vista logistico per l'erogazione dei servizi: questo libera, di fatto da subito, l'area destinata al nuovo servizio".
La nuova struttura - attualmente in fase di progettazione da parte degli uffici tecnici – ospiterà, oltre agli alloggi e una cucina utilizzabile dai fruitori del servizio, anche varie associazioni della circoscrizione e avrà quindi varie funzioni, con l'intenzione di coinvolgere le persone nella vita e nelle attività del quartiere. A tal fine, spiega Pedrotti, "è in fase d'avvio un percorso partecipato con la circoscrizione per capire ogni tipo di necessità".
"L'intenzione è quella di poter garantire ai lavoratori che hanno un reddito basso una stanza con un canone poco più che simbolico – specifica l'assessore al welfare di comunità – e la struttura verrà affidata tramite un bando gara o in co-progettazione: spetterà quindi ai gestori elaborare i dettagli del servizio, con il Comune che si limiterà a fornire le linee guida".
Parlando delle tempistiche realizzative, al momento queste non sono ancora definite: "È probabile che nell'assestamento di bilancio di giugno andremo ad inserire le somme per ristrutturare l'area dell'edificio in questione, dal momento che ora è fondamentale concentrarsi sulla parte strutturale" spiega l'assessore Pedrotti che torna, in conclusione, sul valore dell'iniziativa: "È sicuramente una carenza che andava colmata, e che ci permetterà, almeno in parte, di dare una risposta al fatto che sono molte le persone che hanno un reddito basso che non permette loro di accedere al mercato privato".












