Il 15 giugno riaprono al pubblico le Rsa: “Un’azione dal forte valore affettivo e sociale per il benessere psico-fisico dei residenti”
A partire dal 15 giugno sarà consentito l’ingresso di parenti e visitatori nelle Rsa, ma solo se deciso dal legale rappresentante dell’ente gestore e senza contatti fisici tra residenti, parenti e visitatori. La decisione presa dall’assessora alla salute Segnana tenendo conto dell'andamento della diffusione del virus

TRENTO. Dopo il dramma del coronavirus a partire dal 15 giugno riapriranno le residenze per gli anziani. Si tratta di una decisione importante che arriva dopo le molte polemiche circa la gestione dell’epidemia, con particolare riferimento a quanto avvenuto all’interno delle Rsa dove, secondo il programma d'inchiesta Report, si è registrata la percentuale più alta di morti per Covid in Italia(QUI articolo).
Da quanto si apprende la decisione è stata presa dall’assessora alla salute Segnana che questa mattina, 9 giugno, l’ha condivisa con Upipa e Spes durante un incontro con i rappresentanti degli enti gestori Francesca Parolari e Italo Monfredini. “Un’azione dal forte valore affettivo e sociale per il benessere psico-fisico dei residenti – si legge nel comunicato della Pat – che coniuga al contempo le tante richieste dei familiari degli ospiti”.
A partire da 15 giugno quindi, qualora lo disponga il legale rappresentante dell’ente gestore, sarà consentito l’ingresso di parenti e visitatori nelle Rsa. “La decisione – prosegue il comunicato – tiene conto dell'andamento della diffusione del virus Covid-19 in provincia di Trento e del generale trend di contenimento e stabilizzazione dei contagi”.
Accanto alle misure generali di prevenzione, andranno adottate misure tecnico-organizzative specifiche: per impedire il contatto fisico tra residenti, parenti e visitatori, è richiesta anche l'organizzare spazi, luoghi e arredi dedicati. Ma si dovrà garantire percorsi distinti di accesso e al contempo una sorveglianza continua.
Resta escluso ogni accesso di familiari e visitatori all’interno dei nuclei di degenza, salvo deroghe solo per i casi di estrema necessità e indifferibilità e su autorizzazione della Direzione sanitaria della struttura che provvederà a definire anche le modalità di accesso in sicurezza.
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