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Coronavirus, Segnana scarica le responsabilità sulle Rsa, Zeni e il Patt: ''Sconcertante, così le lascia sole'', Degasperi: ''Dovrebbe dimettersi da sola''

Tantissime le reazioni delle opposizioni dopo la lettera scritta dall'assessora alla sanità al presidente dell'Asps di Riva. Il consigliere di Onda Civica: ''La salute dei trentini è finita in mani molto pericolose e i dati lo attestano inequivocabilmente''. Per Zeni la lettera dell'assessora ha il sapore quasi intimidatorio mentre per il Patt ''Segnana finalmente chiara con le Apsp, conferma che sono sole e che la Provincia non si prende nessuna responsabilità''

Di Luca Pianesi - 18 aprile 2020 - 16:41

TRENTO. ''Sconcerto'' è la parola usata per definire la lettera dell'assessora Segnana inviata oggi al presidente dell'Apsp Città di Riva Lucio Matteotti dove, di fatto, scarica le responsabilità del disastro avvenuto nelle case di riposo del Trentino sulle strutture. Un messaggio che di fatto dimostra tutta l'inadeguatezza dell'assessora a ricoprire un ruolo tanto importante e cruciale per la comunità che arriva mentre il Dolomiti pubblicava i dati dell'Istituto superiore di sanità che mostrano un quadro desolante per il sistema trentino proprio nelle case di riposo (QUI ARTICOLO).

 

''Uno scritto - comunica l'ex assessore alla salute Luca Zeni oggi consigliere provinciale del Pd riferendosi alla lettera di Segnana - che si colloca a metà tra la memoria difensiva, anche se si tralasciano in maniera evidente i ritardi della Provincia nell'azione di coordinamento del mondo delle case di riposo, e l’avvertimento. Il messaggio appare chiaro: “attenti ad evidenziare gli errori della Provincia, perché il nostro sistema pone le maggiori responsabilità giuridiche in capo alle singole apsp, e non alla Provincia, e quindi non vi conviene accusare noi”.

 

''A leggere vengono i brividi - comunica il Patt con l'ex presidente della Provincia Rossi, l'ex assessore al turismo Dallapiccola e la consigliera provinciale Demagri -. L’assessora alla sanità del Trentino Segnana lascia intendere l’inadeguatezza del sistema e che non sia stato fatto tutto il possibile per evitare casi di Covid19 nelle Rsa. E da la colpa alle strutture. Permetteteci di rinfrescare la memoria all’assessore Segnana: nelle prime misure di contenimento della diffusione del Covid19 aveva deciso che un parente per ospite sarebbe potuto entrare in struttura. Sono state le Rsa con coraggio a decidere che il blocco sarebbe stato totale, e con il senno di poi, hanno fatto benissimo a non ascoltare le indicazioni della Giunta. Il Governo provinciale è al servizio di tutti - prosegue il Patt - e deve proteggere il sistema che dipende dalla Provincia, non scaricare le colpe sugli altri per salvaguardare se stessi. Inoltre lo stile non cambia, chi è abituato a non prendersi le proprie responsabilità, non lo farà mai''.

 

''Abbiamo aspettato - prosegue il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi - abbiamo concesso tutte le attenuanti possibili, per qualche tempo ci siamo anche fidati ma non possiamo non ammettere di aver preso un clamoroso abbaglio. La salute dei trentini è finita in mani molto pericolose e i dati lo attestano inequivocabilmente. Deve averlo capito da subito anche il Presidente che ha provato a correre ai ripari con un capo dipartimento di lungo corso passato attraverso le ere Galan ed Emiliano (si parla di Ruscitti al quale su indicazione di Fugatti è stato dato l'aumento proprio a marzo ndr). Nessun piano anti pandemico (nonostante l’emergenza sanitaria dichiarata il 31 gennaio), nessun protocollo specifico preventivo per Rsa e ospedali, nessuna iniziativa per la medicina territoriale, nessuna pianificazione per tamponi, test sierologici e dpi, nessuna iniziativa per interrompere l’afflusso di pazienti da zone endemiche, nessuna riprogrammazione delle attività non urgenti per liberare personale e per limitare il rischio contagio nelle strutture sanitarie, personale mandato allo sbaraglio senza dispositivi di protezione ma anche senza precauzioni''.

 

''Il nulla assoluto - conclude Degapsperi - se non la guerra con le Rsa per permettere l’ingresso dei parenti “senza raffreddore” fino a quando si è scatenato il disastro con l’aggravante del più classico tentativo odierno di scaricabarile all’italiana. Stavolta a causa dell’incompetenza non abbiamo avuto solo qualche spreco ma i morti. Soprattutto tra i più deboli. Purtroppo l’occupazione sistematica dei mezzi di informazione e l’azzeramento degli spazi per il confronto impedisce ai trentini di comprendere fino in fondo quello che sta succedendo, narcotizzati dalle tabelle dietro cui l’assessora tenta di mimetizzarsi. Inutile chiedere le dimissioni a chi dovrebbe darle motu proprio''.

 

Qui il comunicato del Patt completo

 

Demagri, Rossi e Dallapiccola: Segnana finalmente chiara con le Apsp, conferma che sono sole e che la Provincia non si prende nessuna responsabilità

Sconcerto. Questa è la parola che sintetizza la reazione avuta dai Consiglieri provinciali del PATT (Demagri, Rossi e Dallapiccola) nel leggere la lettera dell’Assessore provinciale alla Salute in risposta all’intervento di un Presidente di APSP.

“Non è ammissibile che l’assessore alla Sanità scarichi in questo modo tutte le responsabilità sulle RSA, con una violenza che non è propria del ruolo che ricopre”. Queste le affermazioni di Demagri ancora incredula di quanto ha letto.

Il j’accuse di Segnana è infatti totale, e pare essere il fondamento di uno scarica-barile che la Provincia farà nei confronti delle proprie RSA. Dichiara infatti rivolgendosi direttamente al Presidente Matteotti (e di riflesso a tutti i rappresentanti di RSA) “Prima di accusare impropriamente la Provincia la invito a valutare se Lei ha messo in atto tutte le raccomandazioni e indicazioni che Le sono state trasmesse considerando il numero di ospiti ed operatori in cui si è manifestato Covid19 nell’APSP di cui è legale rappresentante”.

 

A leggere vengono i brividi. L’Assessore alla Sanità del Trentino Segnana lascia intendere l’inadeguatezza del sistema e che non sia stato fatto tutto il possibile per evitare casi di Covid19 nelle RSA. E da la colpa alle strutture. Permetteteci di rinfrescare la memoria all’assessore Segnana: nelle prime misure di contenimento della diffusione del COVID19 aveva deciso che un parente per ospite sarebbe potuto entrare in struttura. Sono state le RSA con coraggio a decidere che il blocco sarebbe stato totale, e con il senno di poi, hanno fatto benissimo a non ascoltare le indicazioni della Giunta.

 

In conclusione permetteteci di evidenziare che il Governo provinciale è al servizio di tutti e deve proteggere il sistema che dipende dalla Provincia, non scaricare le colpe sugli altri per salvaguardare se stessi. Inoltre lo stile non cambia, chi è abituato a non prendersi le proprie responsabilità, non lo farà mai. Il Gruppo PATT, precisa il capogruppo Rossi “E’ solidale con tutti i Presidenti e Direttori delle RSA che hanno dovuto affrontare da soli e senza alcun coordinamento della Provincia questa difficilissima situazione”.

 

Qui quello di Zeni che ha posto un'interrogazione in Aula

 

Il consigliere Luca Zeni ha depositato un’interrogazione nella quale chiede perché la Provincia ha rinunciato ad essere regia del sistema socio sanitario e lancia avvertimenti al mondo delle apsp rispetto alle responsabilità giuridiche per i tanti decessi per coronavirus.
L’interrogazione nasce dallo sconcerto per un intervento a firma dell’assessore Segnana - il primo che si ricordi dall’inizio della legislatura, ormai un anno e mezzo fa - la quale risponde alle osservazioni critiche da parte del presidente di una apsp, non con considerazioni politiche, ma sottolineando i confini delle responsabilità giuridiche nella gestione dell’emergenza.

Uno scritto che si colloca a metà tra la memoria difensiva - anche se si tralasciano in maniera evidente i ritardi della Provincia nell'azione di coordinamento del mondo delle case di riposo - e l’avvertimento. Il messaggio appare chiaro: “attenti ad evidenziare gli errori della Provincia, perché il nostro sistema pone le maggiori responsabilità giuridiche in capo alle singole apsp, e non alla Provincia, e quindi non vi conviene accusare noi”.

Uno stile che non appartiene alla storia della nostra autonomia. In un momento di emergenza e di tensione ci si aspetta da chi rappresenta la più alta istituzione della comunità trentina, non di essere un coattore che si getta nella mischia dello scaricabarile con chi lavora in trincea sul territorio, ma di avere la capacità di essere riferimento, regia, guida del sistema.

 

 

https://drive.google.com/file/d/1nmpVatPDdh17uFZWKWzSAB7vv5y0C1o9/view?u...

 

 

 

 

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