Il Trentino piange un altro testimone della guerra partigiana. A 94 anni si è spento "il solitario" Rodolfo Bragagna
Si è spento nella casa di cura di Mezzocorona il 94enne di San Michele all'Adige Rodolfo Bragagna, protagonista della guerra partigiana contro l'occupante tedesco nella Piana Rotaliana e in val di Cembra. Impegnato in azioni di sabotaggio contro il nemico, fu soprannominato "il solitario"

SAN MICHELE ALL’ADIGE. Chiamato “Il solitario”, agiva spesso da solo nelle sue scorribande di sabotaggio delle vie di comunicazione e dei mezzi tedeschi. Rodolfo Bragagna, altro pezzo di storia della lotta partigiana in Trentino, si è spento all’età di 94 anni nella casa di riposo di Mezzocorona.
Originario di San Michele, da tempo le sue condizioni di salute erano peggiorate. Ma ciononostante, Bragagna, per anni poco loquace su quelle azioni coraggiose e spericolate fatte in gioventù, aveva deciso di raccontare la sua esperienza. Nato il 25 giugno 1926, lavorava come manovratore allo scalo ferroviario di Trento, che ogni mattina raggiungeva in bicicletta.
Un giorno, trovatosi di fronte ad un soldato tedesco che gli intimava l’alt, decise, salvato dal proprio caposquadra, di diventare partigiano. Tra la val di Cembra e la Rotaliana, Bragagna avrebbe a quel punto partecipato a diverse azioni di sabotaggio. Sopra Lavis, ad esempio, sparse migliaia di chiodi sulla strada mettendo KO diversi mezzi tedeschi. Agiva spesso da solo, come detto, e per questo fu soprannominato “Il solitario”.
Impegnato con l’Anpi trentina, nel dopoguerra sarebbe tornato a svolgere la mansione di manovratore, a Trento come a Bolzano. Sposato, ebbe tre figli. Con la sua scomparsa, dunque, se ne va un altro importante testimone della battaglia per la libertà dal nazifascismo nella nostra terra. La cerimonia, nel rispetto delle norme anti-Covid, si terrà alla chiesa parrocchiale di San Michele all’Adige alle 15 di lunedì 2 novembre.






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