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IL VIDEO. Irruzione al Muse per interrompere l’evento sponsorizzato da Eni: “Multinazionale fra le maggiori responsabili del cambiamento climatico”

Gli attivisti di Rise Up 4 Climate Justice e del Centro Sociale Bruno contro Eni e Muse: “Non possiamo permettere che questa multinazionale entri nelle scuole e nei musei delle nostre città per legittimare i propri crimini. La lotta climatica non si arresta”

Di Tiziano Grottolo - 22 ottobre 2020 - 12:02

TRENTO. “Non possiamo permettere che Eni entri nelle scuole e nei musei delle nostre città per legittimare i propri crimini”, parole dure quelle degli attivisti di Rise Up 4 Climate Justice e del Centro Sociale Bruno che hanno interrotto l’evento “Rifiuti che diventano utili” organizzato dal Muse in collaborazione con Eni.

Ieri sera infatti, 21 ottobre, una manciata di manifestanti ha fatto capolino alla serata dove stava partecipando anche Gianluca d’Aquila, responsabile dello sviluppo del progetto “Waste to Fuel - Eni Rewind”. Una collaborazione che non è piaciuta agli attivisti: “La lotta climatica non si arresta, questa conferenza aveva tra le intenzioni principali quella di cercare di risaltare la finta facciata ‘green’ che l’azienda italiana cerca di costruirsi”.

 

I manifestanti hanno accusato Eni, ricordando che sono tutt’ora in corso dei processi, di essere fra le maggiori multinazionali responsabili del cambiamento climatico e di aver “devastato il Delta del Niger, compiendo azioni in violazione dei diritti umani contro le popolazioni locali”. La presa di posizione degli attivisti può essere letta anche come una reazione alla perquisizione avvenuta nei giorni scorsi al Centro Sociale Rivolta di Venezia, arrivata in seguito a una serie di azioni contro alcuni stabilimenti produttivi, in particolare la raffineria Eni di Porto Marghera.

 

 

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30 novembre - 19:33

Tutti aspettavano di avere, finalmente, un quadro completo e ufficiale sui positivi totali trovati quotidianamente (sabato il Dolomiti vi ha svelato che non erano solo 219 i positivi ma se ne dovevano aggiungere più di 550 trovati, appunto, con gli antigenici) ma ancora una volta è stata data la colpa al ministero per la mancata operazione di trasparenza

30 novembre - 18:54

Sono stati analizzati 740 tamponi, 176 i test risultati positivi. Il rapporto contagi/tamponi si attesta al 23,8%. Dal 1 dicembre viene nuovamente attivato il numero verde 800 867 388. Non sono stati ancora comunicati i dati dei test antigenici

30 novembre - 18:28

Sono stati analizzati 740 tamponi, 176 i test risultati positivi. Molto alto il rapporto contagi/tamponi si attesta al 23,8%

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