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In Trentino Alto Adige 27 ponti uniranno un'intera comunità, ritorna la Settimana dell’Accoglienza: ''Per prendersi cura degli altri''

Sabato 26 settembre il ritrovo è alle 16 in 27 punti del Trentino Alto Adige che corrispondono ad altrettanti ponti: dal ponte sulla Fersina di Trento a quello sul Rio di Tierno a Mori, dal ponte sul torrente Cismon a Fiera di Primiero a quello sul Talvera a Bolzano. Le iniziative della settimana dell'accoglienza proseguiranno fino al 4 ottobre 

Di Marianna Malpaga - 24 settembre 2020 - 18:26

TRENTO. Tanti ponti, grandi e piccoli, uniscono simbolicamente la comunità del Trentino Alto Adige. Sono ponti che hanno bisogno di essere percorsi, ed è proprio da lì che prenderà le mosse la sesta edizione della Settimana dell’Accoglienza, organizzata da Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) del Trentino Alto Adige con il contributo di molte associazioni e cooperative del territorio. Sabato 26 settembre, quindi, il ritrovo è alle 16 in 27 punti del Trentino Alto Adige che corrispondono ad altrettanti ponti: dal ponte sulla Fersina di Trento a quello sul Rio di Tierno a Mori, dal ponte sul torrente Cismon a Fiera di Primiero a quello sul Talvera a Bolzano.

 

L’invito rivolto a coloro che parteciperanno alle iniziative della Settimana dell’Accoglienza è quello di essere “idealisti concreti”, o “sognatori con i piedi nel fango”, per usare le parole dell’ex presidente del CNCA Armando Zappolini. Dei sognatori e degli idealisti che creano ponti e si prendono cura della comunità. Ed è proprio questo il tema di quest’edizione 2020 della Settimana dell’Accoglienza: “La comunità che si prende cura”.

 

“Abbiamo pensato a questo titolo già a gennaio – spiega Claudio Bassetti, presidente del Cnca del Trentino Alto Adige –. La pandemia, però, l’ha reso ancora più marcato e attuale”. Se nelle precedenti edizioni la Settimana dell’Accoglienza contava fino a 150 eventi sul territorio del Trentino Alto Adige, quest’anno, causa Covid-19, saranno meno, ma per la maggior parte comunque in presenza.

 

La Settimana si concluderà il 3 ottobre con la Giornata in memoria della vittime dell’immigrazione: alle 18 ci si troverà al cimitero di via Giusti per un incontro organizzato dall’Arcidiocesi di Trento, dal Centro Astalli e dalla rete #withrefugeestrentino. Saranno presenti all’incontro anche i rappresentanti del Tavolo delle Religioni.

 

“Incontrarsi è ancora possibile – sostiene Piergiorgio Reggio, direttore della Fondazione Demarchi – ed è anche un modo per prendersi cura della comunità. Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma: col Covid-19 abbiamo capito che la vulnerabilità riguarda tutti noi in quanto esseri umani. Non esiste chi è sano e chi è malato, non ci sono persone che devono essere aiutate: esistono invece le persone, che sono sempre risorse preziose”.

 

Il tema dell’inclusione è centrale, come in tutte le edizioni della Settimana dell’Accoglienza. “Voglio ricordare – precisa Sandra Venturelli del Cnca – che sabato 26, sul ponte di Piazza Dante, la scuola Penny Wirton, che si occupa di insegnare l’italiano ai richiedenti asilo e ai rifugiati, realizzerà una street school”.

 

Il programma completo della Settimana dell’Accoglienza si trova su www.settimanadellaccoglienza.it.

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