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''In una notte abbiamo perso 1 milione di api. In 12 ore sono cadute un terzo delle precipitazioni di un anno. Sta succedendo qualcosa di irreparabile''

La scorsa notte l'apìcola Fantoli, in Piemonte, ha subito un'enorme perdita a causa del maltempo. L'innalzamento del fiume Toce ha travolto 35 alveari. Colpiti anche i pastori transumanti che hanno perso i loro animali: ''A chi crede che i cambiamenti climatici siano una favola, invito a fare una passeggiata in quello che fino all'altro ieri era un paradiso verde ma oggi era soltanto un cimitero di esseri innocenti''

Di Mattia Sartori - 04 October 2020 - 18:15

VERBANIA."I cambiamenti climatici non esistono e noi non abbiamo perso in una notte, più di un milione di api". Questa frase apre il post dell'azienda Apìcola Fantoli, realtà apistica biologica situata a Verbania, in Piemonte. La notte scorsa, gli apicoltori piemontesi e i loro animali, sono stati vittime e testimoni dell'ondata di maltempo rovesciatasi sul territorio italiano. 

 

"Questa è una giornata triste per noi - prosegue il post - la più triste dalla moria di api avvenuta dal 2007. In pochi minuti, la scorsa notte, 35 alveari, che in termini numerici corrispondono ad un quantitativo mal contato di api corrispondente a più di un milione di esemplari, sono sono stati spazzati via per sempre dalla furia delle acque di un fiume, che in poche ore ha stravolto tutto quello che ha trovato sul suo cammino. Il fiume "la Toce", in questa terribile notte è salito di 9, nove metri e, con la complicità dell'oscurità ha compiuto l'imprevedibile. In 12 ore sono caduti nella nostra area circa 600 millimetri di precipitazioni, cioè più di un terzo delle precipitazioni annue. In un solo giorno il Lago Maggiore è salito di 190 centimetri, quasi due metri".

 

Qualcosa di incredibile anche se, purtroppo, sempre più frequente nel nostro Paese. Una grande tragedia, non solo perché ovviamente si tratta di una pesante perdita per l'azienda, ma anche perché rappresenta l'ennesimo segnale che il cambiamento climatico riguarda tutti noi, come parte di un pianeta e di un ecosistema che stiamo mettendo in pericolo. 

 


 

Anche gli apicoltori piemontesi la prendono come un segnale chiaro e sottolineano: "Questi numeri non possono lasciarci indifferenti, attorno a noi sta succedendo qualcosa di irreparabile, stiamo percorrendo una strada che ci sta portando dritti verso la catastrofe, dobbiamo fermarci a riflettere. Dobbiamo agire in qualche modo, oggi è successo a noi ma nel futuro, è garantito che una fetta di questo "cambiamento" toccherà a tutti. Cementificazione, consumo di suolo, inquinamento dissennato e consumismo ci stanno presentando il conto, per ora stiamo solo al preventivo ma le prime rate arriveranno presto".

 


 

Purtroppo la previsione dell'apìcola sul fatto che il disastro non avrebbe toccato solo loro si è rivelata una realtà. Loro stessi riportano alla fine del post: "Assieme alle nostre perdite, ci sono da contare anche quelle dei pastori transumanti, che in una sola ondata hanno perso circa un migliaio di ovini, vi assicuro che i prati di Premosello oggi erano strazianti. A chi crede che i cambiamenti climatici siano una favola, invito a fare una passeggiata in quello che fino all'altro ieri era un paradiso verde ma oggi era soltanto un cimitero di esseri innocenti". 

 


 

Un racconto e una riflessione profondi da parte di questa realtà piemontese, che si spera suoni come un campanello d'allarme per molti e porti tanti altri a riflettere allo stesso modo. Questa volta è toccato alle api e alle pecore, ma la prossima volta potrebbe capitare a qualcosa di più vicino alla nostra quotidianità. Non è un problema che influenza solo gli altri, prima o poi ne saremo tutti coinvolti direttamente.

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