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Interramento ferrovia, completati i primi passi. Ianeselli: "Recuperare lo spirito medievale delle cattedrali"

In questi giorni sono stati completati i primi documenti su cui si baseranno i progetti dell'interramento della ferrovia. L'assessora Baggia: "Gli effetti sulla città saranno paragonabili a quelli della deviazione del corso dell’Adige"

Di MS - 14 December 2020 - 16:49

TRENTO. Procede l’accordo tra Provincia, Comune e Rete Ferroviaria Italiana per l’interramento del tratto di ferrovia di Trento. Sono stati infatti completati tre documenti fondamentali per il progetto: la relazione di sistema per la circonvallazione ferroviaria, una relazione sul nuovo equilibrio di sistema di trasporti a completamento dell’opera e le linee guida degli interventi di urbanistica per il tratto interessato.

 

“Questi tre documenti – racconta l’assessore Facchin - avranno un ruolo molto importante per i prossimi sei mesi. Costituiranno la base per i prossimi passi che compiremo e ci permetteranno di guardare a cosa può succedere e aprire un discorso su ciò che si può fare”.

 

Di sicuro il progetto comporterà un grande sforzo e tempi lunghi. Come spiega l’assessore sarà articolato in più fasi: dopo aver completato la prima fase di discussioni e progettazione bisognerà procedere alla creazione della circonvallazione ferroviaria, per poi passare alla stazione provvisoria e concludere con un ritorno alla normalità dopo aver completato i lavori.

 

L’interramento della ferrovia includerebbe all’incirca il tratto che va da Gardolo fino alle Albere e cambierebbe in modo radicale il volto della città, unendo la parte est alla parte ovest.

 

Non si tratta però solamente di una sfida dal punto di vista ingegneristico, ma anche da quello urbanistico. Come specifica l’assessora Baggia: “Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale per la città, si tratta di un’occasione unica. Quando quest’opera verrà completata gli effetti sul territorio urbano saranno paragonabili a quelli della deviazione del corso dell’Adige”.

 

“Sarà necessario – prosegue Baggia – effettuare una riqualificazione delle aree lasciate libere dalla ferrovia. Questo comporterà ulteriori interventi in tre zone particolari, già definite a priori: la zona nord, da Gardolo fino a poco prima di piazza Dante, quella centrale della stazione e quella a sud, che parte dal centro storico e arriva fino alle Albere”.

 

Anche Ianeselli si dichiara entusiasta dell’avanzamento del progetto seppur lento. Dice, citando il filosofo Pievani: “Bisogna recuperare quello spirito medievali delle cattedrali, quando si iniziavano a costruire queste opere colossali sapendo che ci sarebbero volute generazioni per completarle. Anche noi dobbiamo ragionare in questi termini, sapendo che ci vorranno anni per finire i lavori, ma che questi porteranno un cambiamento rivoluzionario alla nostra città”.

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