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Lotta alla cimice asiatica, tra maggio e giugno partono i lanci della vespa samurai. Dalpiaz (Apot): "Un altro tassello di una nuova agricoltura, sempre più sostenibile"

Anche da Apot, l'Associazione produttori ortofrutticoli trentini, giunge un messaggio di soddisfazione per l'annuncio dell'inizio dei lanci della vespa samurai, soluzione caldeggiata per la lotta alla cimice asiatica. Nel solo 2019 i danni stimati all'agricoltura a causa di questo parassita sono stati di 600 milioni di euro

Pubblicato il - 23 aprile 2020 - 10:55

TRENTO. “La lotta biologica alla cimice asiatica attraverso un antagonista naturale come la Trissolcus japonicus è un altro tassello nella costruzione di una nuova agricoltura, sempre più sostenibile, un'operazione che ben si colloca tra le iniziative sul territorio inserite nel nostro 'Progetto trentino frutticolo sostenibile'. Ci vorranno comunque almeno tre anni prima che l'insetto si riproduca stabilmente nei nostri campi. Nel frattempo, continueremo a muoverci privilegiano gli strumenti fisici ed agronomici rispetto ai mezzi chimici, da usare solo in caso di rischio particolarmente elevato, per accompagnare le aziende verso una situazione di tranquillità e equilibrio”.

 

Commenta così, positivamente, il direttore dell'Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini Alessandro Dalpiaz, il via libera dato dal ministero dell'Ambiente al lancio della vespa asiatica, soluzione possibile al problema delle cimici asiatiche. La sua introduzione, fortemente caldeggiata dal consorzio che riunisce Melinda, La Trentina e cooperativa Copag, interverrebbe in maniera biologica contro l'invasione del parassita, vero e proprio flagello delle coltivazioni ortofrutticole, che secondo delle stime ha prodotto danni economici stimabili in 600 milioni di euro nel solo anno 2019.

 

Come annunciato anche dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige, la sua introduzione avverrà tra maggio e giugno, dopo che un decreto del ministero dell'Ambiente datato 31 marzo ne ha codificato l'utilizzo per le regione del Nord Italia colpite. Apot, assieme alla stessa Fem, aveva rivolto alla cittadinanza un aiuto nel raccogliere campioni di cimice da far riprodurre in laboratorio, così da alimentare l'allevamento del suo antagonista naturale, la vespa samurai, appunto.

 

Il processo biologico, fortemente voluto dai frutticoltori, permetterà di ridurre i trattamenti fitosanitari, introducendo il parassitoide in alcuni ambienti naturali (boschi, siepi, aree non coltivate), dove si annidano le cimici e da cui queste migrano verso le colture agricole.

 

Secondo le previsioni, gli effetti di questi rilasci si faranno sentire nel giro dei prossimi tre anni, con lanci che andranno ripetuti 2-3 volte all'anno.

 

“Un cenno di ringraziamento va portato all'assessorato dell'Agricoltura della Provincia autonoma di Trento – evidenzia il presidente di Apot Ennio Magnani - per il forte pressing esercitato a livello nazionale per permettere la liberazione della ‘Vespa Samurai’ e per aver messo a punto in tempi celeri un articolato piano di controllo per la cimice. Un ringraziamento va inoltre alla Fondazione Edmund Mach, organismo di esperienza internazionale con cui APOT da tempo collabora per prevenire le situazioni di criticità vissute da altre Regioni”.

 

Originaria della Cina e appartenente all'ordine degli imenotteri, la vespa samurai è piccolissima, meno di un millimetro di grandezza, non è aggressiva e si nutre di polline e nettare. Nelle aree geografiche in cui è presente, la vespa accorpa le sue uova a quelle della cimice, contenendone la riproduzione e quindi i potenziali danni alle coltivazioni.

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