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| 09 ago 2020 | 17:41

M49 sbrana due pecore e due capre in val di Fiemme, l'allevatore: ''La politica faccia qualcosa. Difficile andare avanti così''

Due pecore e due capre sono state trovate a terra ormai senza vita, questo il risultato della visita M49 nella notte nella malga a passo Manghen. Alberto Nones: "L'orso ha rotto il recinto per entrare. Siamo un territorio autonomo: basta parole, la Provincia deve intervenire perché la situazione è veramente complicata"

M49 sbrana due pecore e due capre in val di Fiemme, l'allevatore: La politica faccia qualcosa

CASTELLO-MOLINA DI FIEMME. "E' difficile lavorare in questo modo, la politica deve fare qualcosa, altrimenti l'unica soluzione è abbandonare la montagna", queste le parole di Alberto Nones, presidente dell'Associazione allevatori caprini Fiemme e titolare della malga Agnelezza.

 

Sono le 4.30 di questa mattina, domenica 9 agosto, quando i pastori escono per andare a controllare gli animali ma due pecore e due capre sono state trovate a terra ormai senza vita. Questo il risultato della visita M49 nella notte nella malga a passo Manghen. "L'orso ha rotto il recinto per entrare. Siamo un territorio autonomo - aggiunge Nones - basta parole, la Provincia deve intervenire perché la situazione è veramente complicata".

 

La malga è stata visitata dai lupi e sei capre sono state predate circa 15 giorni fa. "Il recinto elettrificato non è servito a nulla. Il risarcimento non è un problema - prosegue il titolare di malga Agnelezza - ma la politica deve fare qualcosa: invece sembra che vogliano creare astio tra gli allevatori. Ho scelto questo mestiere, ma la situazione era ben diversa: si devono affrontare queste criticità tutti insieme, altrimenti la convivenza non è possibile. Se poi il ministro vuole, gli porto Papillon a Roma".

 

I forestali hanno confermato che la predazione è opera proprio di M49, l'orso che lunedì 27 luglio è fuggito per la seconda volta dal Casteller. E' dotato di radiocollare e il plantigrado viene costantemente monitorato nei suoi spostamenti dal Servizio foreste e fauna.

 

"Ora c'è paura da parte dei miei dipendenti a uscire la mattina per controllare il bestiame. C'è anche un danno economico non solo legato all'animale morto, ma anche per la mancata produzione e la qualità più bassa perché capre e pecore subiscono questo stress dell'attacco. La politica deve intervenire per trovare un piano di gestione e ascoltare tutte le parti, soprattutto quelle persone che vivono e si prendono cura della montagna", conclude Nones.

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