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Maltempo, Torbole si rialza dopo la piena del Sarca. Pulizia del lago conclusa e 500 metri cubi di legname recuperato. Il sindaco Morandi: "Ripulitura super efficiente"

Le operazioni di pulizia e messa in sicurezza delle spiagge accanto alla foce del Sarca si sono concluse positivamente con la raccolta di circa 500 metri cubi di detriti. Il materiale, soprattutto legname, è stato accatastato in un'area del Comune, in attesa di essere selezionato e riutilizzato. Il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi: "Prevenzione, gestione dell'evento e contenimento hanno determinato un'operazione super efficiente"

Di Davide Leveghi - 01 September 2020 - 18:32

NAGO-TORBOLE. Sono “bastati” due giorni di lavoro agli uomini impegnati nel ripulire le coste trentine del Lago di Garda dai detriti portati dal Sarca. Partite ancora quando le piogge scendevano battenti, le operazioni di pulizia hanno visto in prima linea i pompieri del corpo unificato di Riva del Garda, Nago e Torbole, tempestivamente intervenuti per contenere l'afflusso massiccio di detriti attraverso delle reti.

 

Finite le piogge e passata l'emergenza, con il Sarca che tornava gradualmente a fare meno paura, i tecnici della zona, in compagnia dei vigili del fuoco, hanno dato vita ad una rapidissima attività di ripulitura, raccogliendo centinaia di metri cubi di legname e altri materiali portati nel lago dal fiume in piena. Un lavoro impegnativo ma svolto con solerzia, tanto che già nella tarda mattinata di martedì 1 settembre i lidi accanto alla foce risultavano puliti e fruibili.

 

Da domenica pomeriggio fino a tarda notte, durante tutta la giornata di lunedì e nella mattinata di oggi si sono svolte le attività di pulizia – racconta il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi – una pulizia 'di fino' che ha reso già fruibili le spiagge. Le operazioni hanno visto impegnate 6 ditte, con circa una ventina di uomini, oltre a una decina di vigili a turno. Sono stati recuperati circa 500 metri cubi di detriti, di cui il 99% composti da legname”.

 

“Il materiale è stato a questo punto accatastato nell'area che ospitava il Crm – continua – verrà prima selezionato e poi riutilizzato, ad esempio per fare cippati o cose del genere”.

 

Di fronte alla piena, cittadini e amministrazione non potevano che guardare preoccupati. Ma per l'ansia, spiega il primo cittadino torbolano-naghese, non poteva esserci spazio. Da subito, infatti, la macchina della protezione civile è stata messa in moto per evitare che i danni ambientali ed economici fossero vasti.

 

“Noi siamo abituati ad un fiume che si ingrossa e che porta nel lago dei detriti – spiega – questo non toglie che ci fosse preoccupazione per un evento meteorologico tanto pesante. Gli argini e le infrastrutture, comunque, si sono dimostrati ben attrezzati a sopportare la piena, mentre le spiagge sono più fragili. All'ansia, però, siamo stati in grado di affiancare subito una preparazione tempestiva. Abbiamo predisposto le misure necessarie, mettendo le reti per raccogliere i detriti. Tutti quei detriti che passavano le reti venivano poi raccolti dalle barche. Ad aiutare i nostri pompieri sono intervenuti anche quelli del corpo di Tenna”.

 

Grazie alle reti, il materiale portato dal fiume e in alcuni casi arenato sulle spiagge, è stato così ripulito. Inizialmente c'era preoccupazione per l'apertura della galleria Adige-Garda, così come avvenuto durante Vaia. Il livello delle acque fortunatamente è stato più basso della soglia che determina la sua apertura. In collegamento costante con i servizi provinciali, abbiamo così visto scongiurare questa ipotesi, preoccupati però che oltre al danno ambientale ci potesse essere un ulteriore danno economico ad un settore, come quello turistico, che già quest'anno ha subito duri colpi”.

 

“Per questo abbiamo messo in campo tutti i mezzi, il personale e le professionalità, contenendo i danni e dando vita ad un'operazione super efficiente. Decine e decine di camion hanno portato via i detriti, tutti i soggetti, che mi sento di ringraziare vivamente, hanno fatto sì che in circa 36 ore tutto tornasse alla situazione precedente”.

 

Perché, secondo Morandi, le operazioni sono state tante efficaci?Il danno, tutto sommato, è stato contenuto – conclude – questo perché prevenzione, gestione dell'evento e contenimento hanno permesso di risolvere la situazione, come percepito anche dai turisti. Non succede spesso, ma questa volta ho ricevuto davvero tante telefonate da alcune aziende e attività economiche sul lago che ringraziavano per la professionalità con cui il lago è stato reso nuovamente fruibile”.

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