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Maxi-evasione immobiliare sul lago di Garda, sequestrati beni per 4,3 milioni di euro e una lussuosa villa

L'operazione “Atlantis”, condotta da guardia di finanza e Direzione distrettuale antimafia, ha portato al sequestro di numerosi conti correnti e svariati immobili fra le provincie di Verona, Mantova e Brescia

Pubblicato il - 27 gennaio 2020 - 20:20

DESENZANO DEL GARDA (BS). L’operazione, coordinata della Direzione distrettuale antimafia di Brescia in collaborazione con la guardia di finanza di Desenzano del Garda, ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 4 milioni di euro.

 

“Atlantis”, questo il nome dato all’azione che fa seguito alle indagini ed agli arresti già eseguiti tra il novembre 2017 ed il febbraio 2018, relative alla maxi-frode immobiliare messa a punto da due imprenditori veronesi che, con l’ausilio di un noto commercialista bresciano, avevano gestito la compravendita di una villa di lusso a Sirmione, grazie alla costituzione di società di comodo situate in Svizzera e Liechtenstein.

 

Nello specifico, le indagini condotte dalle Fiamme gialle hanno consentito di verificare che la società proprietaria della villa aveva dichiarato un valore complessivo di vendita pari a “soli” 7 milioni di euro, generando una plusvalenza rispetto al valore di acquisito di oltre 5 milioni.

 

Tuttavia, dallo sviluppo dei successivi approfondimenti investigativi, è stato possibile appurare che il prestigioso immobile era stato, in realtà, ceduto per un prezzo complessivo di oltre 19 milioni di euro, addivenendo, pertanto, ad un’ulteriore plusvalenza non dichiarata al Fisco di oltre 12 milioni.

 

Inoltre, a seguito di un supplemento di indagine condotto sull’operato del commercialista bresciano, considerato dai militari l’artefice dello schema fraudolento, è stato inoltre possibile appurare che il medesimo disegno criminoso era stato attuato anche per la cessione di un terreno adiacente alla villa. Di qui la richiesta della Procura al Giudice per le Indagini Preliminari dell’emissione di un ulteriore decreto di sequestro preventivo delle somme costituenti l’ulteriore ed illecito arricchimento ottenuto.

 

Un provvedimento che complessivamente ha portato al sequestro di  4.360.000 euro, tra cui numerosi conti correnti nella disponibilità degli indagati e svariati immobili nelle provincie di Verona, Mantova e Brescia. In particolare, sono stati posti i sigilli anche a una lussuosa villa situata in città, del valore di oltre 2 milioni di euro.

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