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''Questo Coronavirus è stato un affare'', le mani della camorra nel business della sanificazione. Una donna indagata a Trento

L'operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di una società di Rimini. Quattro le persone indagate tra cui anche una donna di Trento 

Pubblicato il - 20 novembre 2020 - 08:57

TRENTO. “Questo Coronavirus è stato un buon affare” queste le parole di compiacimento di un pregiudicato intercettate dalla Guardia di Finanza. L'uomo, secondo quanto ricostruito dalle indagini, è riuscito a diventare socio occulto di una ditta di pulizie attraverso la quale gestiva cifre da capogiro.
 

Legami con questo mondo li avrebbe anche una donna di Trento che risulta in questo momento indagata. Nelle scorse ore, infatti, la Guardia di Finanza di Rimini ha provveduto al sequestro della società di sanificazione, con sede Rimini, per infiltrazioni criminali e false intestazioni.

 

Le indagini hanno portato ad essere indagate quattro persone e le Fiamme gialle hanno eseguito perquisizioni nelle province di Pesaro, Rimini e Trento.

 

La ditta di Rimini coinvolta pur se intestata ad altra persona, di fatto è risultata gestita da un soggetto pregiudicato originario di Napoli, che, secondo la Finanza, sarebbe già stato coinvolto nel 2014 nell’operazione anti-droga denominata “Drugstore” condotta dagli stessi finanzieri riminesi. Vista la pericolosità sociale, nel 2016 il soggetto era stato colpito dalla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, fratello, tra l'altro, di un altro pregiudicato, quest’ultimo ritenuto affiliato al clan camorristico dei “DI Lauro”, operante nella zona settentrionale del capoluogo campano. Quest’ultimo è stato condannato definitivamente nel 2010 per associazione per delinquere di stampo mafioso e più recentemente, nel 2017, per aver partecipato ad un raid punitivo di camorra.

 

Il provvedimento di sequestro preventivo eseguito nelle scorse ore, costituisce l’epilogo di articolate indagini economico-patrimoniali condotte dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Rimini, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Rimini con il Sostituto Procuratore Paola Bonetti, finalizzate al contrasto delle intestazioni fittizie di beni e dei tentativi d’infiltrazione della criminalità nell’economia legale della Provincia.

 

L'uomo che, secondo gli inquirenti, avrebbe legami con la camorra al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, nel mese di aprile scorso, in piena emergenza “Covid-19”, è diventato socio occulto di una ditta individuale operante nel settore delle sanificazioni delle autovetture, degli esercizi commerciali e degli hotel, partecipando agli utili ed utilizzando le autorizzazioni rilasciate alla stessa. In questo modo rilasciava certificazioni e fatture, grazie alla ditta individuale intestata fittiziamente a terzi.

 

Lo schema imprenditoriale occulto, ricostruito nel corso delle indagini, è risultato particolarmente redditizio per il pregiudicato.

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