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Scoperchiato lo studentato di Camerino realizzato da Trento, Bolzano e Tirolo. I sindacati: ''Dopo i casi di lavoro in nero ora dubbi sulla qualità dei lavori''

Già nel 2018 una indagine dei carabinieri aveva portato al sequestro di una parte del cantiere per manodopera irregolare. Nei giorni scorsi con il forte vento si è staccato il tetto 

Pubblicato il - 07 febbraio 2020 - 18:51

CAMERINO. La copertura metallica di uno degli edifici dello studentato di Camerino si è staccata. E' successo negli ultimi giorni e la struttura era stata finanziata dalle province autonome di Trento e Bolzano e dal land austriaco del Tirolo all'interno di un progetto per aiutare le zone terremotate del centro Italia.

 

Fortunatamente non ci sono stati feriti ma per i sindacati rappresenta un fatto “molto strano” visto che la struttura era nuova e consegnata da poco tempo.

 

Non è la prima volta che lo studentato balza alle cronache. Già nel 2018 i lavori appaltati da Trento, Bolzano e Tirolo erano finiti al centro di una indagine per manodopera irregolare. (QUI L'ARTICOLO)

 

Nel 2018, infatti, i carabinieri avevano provveduto a sequestrare i lotti 5 e 6 nel cantiere dove erano in corso i lavori, finanziati dal Trentino Alto Adige per la costruzione del nuovo campus.

 

Un provvedimento che arrivava dopo aver verificato la presenza irregolare di alcuni lavoratori nel cantiere come denunciato dalla Cgil di Macerata.

 

Per affidare i lavori dello studentato, Trento e Bolzano hanno svolto una regolare gara d’appalto, ai sensi dell’articolo 70 del codice, vinta per circa l’80 per cento dalla Dallapè srl e dalla Ille Prefabbricati. A loro volta le due aziende hanno attuato subappalti, con parti di lavorazione cedute ad altre ditte.

 

L’operazione condotta dall'ispettorato e dai carabinieri ha registrato la presenza di cinque aziende e si è proceduto alla sospensione dell’attività per due di esse, entrambi operanti nel settore edile, con provvedimento di sospensione per utilizzo di personale irregolarmente occupato.

 

Sette soggetti sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per reati inerenti la normativa sul lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e lo sfruttamento di manodopera clandestina. In particolare durante l’accesso ispettivo sono stati identificati, dopo aver tentato di fuggire e di nascondersi, cinque lavoratori in nero di etnia russa e marocchina, costretti a lavorare senza le protezioni individuali, tra cui due clandestini, colpiti da decreto di espulsione dal territorio italiano.

 

La stessa Provincia di Trento, all'atto del sequestro aveva dato immediatamente la disponibilità a collaborare “con la massima trasparenza con chi sta conducendo le verifiche, l’Ispettorato del Lavoro di Macerata e i Carabinieri”.

 

La struttura, per quale si era stabilita somma di 9 milioni e 400mila euro per realizzare 20 moduli abitativi, ciascuno composto da 4 appartamenti di 100 metri quadri, su due piani, per un totale di 457 posti letto per studenti e studentesse, ora è rimasta praticamente senza una parte del tetto.

 

Una situazione che ora porta ulteriore, spiegano dal mondo sindacale, sul modo con il quale sono stati eseguiti i lavori.

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