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Sequestrate mascherine per 100 mila euro e guanti giù usati venduti a prezzi più alti, maxi operazione della finanza tra Trento e Riva del Garda

L'attività di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di "tutela della salute", "sicurezza prodotti" e "contraffazione" si è intensificata nel corso dell'emergenza sanitaria per Covid-19 e i finanzieri hanno stroncato un illecito da oltre 100.000 euro, un volume d'affari che corrisponde al valore commerciale delle mascherine se fossero state immesse sul mercato

Pubblicato il - 27 maggio 2020 - 15:38

TRENTO. Un carico di 50 mila mascherine è stato sequestrato dalla guardia di finanza, materiale importato dalla Cina con "certificazioni di conformità" contraffatte.

 

L'attività di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di "tutela della salute", "sicurezza prodotti" e "contraffazione" si è intensificata nel corso dell'emergenza sanitaria per Covid-19 e i finanzieri hanno stroncato un illecito da oltre 100.000 euro, un volume d'affari che corrisponde al valore commerciale delle mascherine se fossero state immesse sul mercato.

Nelle ultime settimane le fiamme gialle di Riva del Garda avevano già sequestrato migliaia di mascherine importate dalla Cina da parte di due società di capitali con sede nella provincia di Trento. Contestualmente ai sequestri, sono state effettuate perquisizioni, anche informatiche per un’approfondita analisi, acquisizione dei codici di tracking di nuove importazioni di mascherine prive delle necessarie certificazioni richieste. 

 

Queste importazioni erano state occultate dai responsabili delle due società che avrebbero, anche dopo il primo sequestro, tentato di immettere nel mercato prodotti non conformi ai previsti standard di sicurezza. Un'operazione resa possibile per il monitoraggio delle spedizioni in arrivo alla cargo city dell’aeroporto di Milano-Malpensa.

I finanzieri sono riusciti a individuare e sequestrare, su disposizione della Procura della Repubblica di Rovereto, le spedizioni contenenti le 40 mila mascherine, di tipo "KN95" e "chirurgiche", prive delle autorizzazioni previste dalle norme.

 

I prodotti sequestrati, tutti fabbricati in Cina, risultavano importati e commercializzati con false certificazioni "CE" e senza che il titolare delle imprese avesse ottenuto le autorizzazioni conseguenti alle deroghe previste dal decreto "Cura Italia", provvedimenti introdotti al fine di velocizzare le normali procedure di immissione sul mercato di generi indispensabili in questo periodo di emergenza. 

Nel corso delle indagini, i militari avevano rinvenuto l’espresso diniego alla commercializzazione da parte dell’Inail per i dispositivi di protezione individuale oggetto di sequestro.

 

Nei giorni scorsi anche i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Trento hanno sequestrato 25 mila mascherine, falsamente certificate come conformi, e individuato ben 14 esercizi commerciali (tutti denunciati) intenti alla vendita che avrebbe fruttato oltre 30 mila euro.

Non solo, i finanzieri hanno accertato che in due diverse cartolerie del centro del capoluogo stavano per essere messi in vendita guanti monouso in nitrile non conformi agli standard di qualità in quanto logorati, con segni di muffa o con segni di scrittura tali da non poter escludere il già avvenuto utilizzo. Una vendita a un prezzo superiore alla media.

 

I 1.100 guanti sono stati sequestrati, mentre gli esercizi commerciali sono risultati ignari alla truffa. Da qui è scaturita un'ispezione nei confronti di un distributore: trovati altri 4.900 guanti non conformi. Le fiamme gialle hanno inoltre acquisito elementi documentali sufficienti a risalire al principale produttore, situato fuori provincia.

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