Maxi-sequestro di mascherine negli ospedali altoatesini: ritirati i dispositivi ritenuti inidonei
I carabinieri del Nas si sono presentati negli ospedali e nei magazzini bolzanini dove hanno sequestrato mascherine chirurgiche e tute protettive per il valore di circa 5 milioni di euro. Il reato ipotizzato è quello di violazione delle disposizioni sull’importazione di materiale sanitario

BOLZANO. Ieri, 28 agosto, i carabinieri del Nas si sono presentati negli ospedali e nei magazzini dell’azienda sanitaria di Bolzano per sequestrare, in via preventiva, diversi quintali di dispositivi di protezione individuale, per un valore stimato di circa 5 milioni di euro.
Si tratta diversi stock di mascherine chirurgiche marchiate “Kn 95” e di una serie di tute protettive che l’azienda sanitaria di Bolzano si era procurata in Cina con l’intercessione del gruppo Oberalp-Salewa. Gli stessi dispositivi erano già finiti nel mirino dell’Inail, poco convinta dell’effettiva efficacia degli stessi (QUI articolo).
Il sequestro sarebbe arrivato proprio in via preventiva per evitare che i dispositivi fossero distribuiti fra il personale sanitario. Con ogni probabilità i periti effettueranno dei nuovi test qualitativi su mascherine e tute protettive. La pista seguita da Pm Igor Secco è quella della violazione delle disposizioni sull’importazione di materiale sanitario.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti in un primo momento l’azienda sanitaria bolzanina avrebbe inviato ai laboratori che si occupano di effettuare i test sulla qualità dei prodotti, le mascherine “Kn 95” risultate non conformi agli standard italiani.
In vista di un secondo controllo, sempre stando a quanto sostenuto dalla procura, l’Asl di Bolzano avrebbe mandato delle mascherine diverse, che non facevano parte dello stock incriminato arrivato dalla Cina. Un’ipotesi quest’ultima che, se confermata, potrebbe configurare un tentativo di depistaggio.














