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Test anti-Covid venduti nei bar dei distributori di benzina ma erano per i sanitari: sequestro dei carabinieri

I carabinieri hanno sequestrato diverse confezioni di test utili per individuare il Covid che si trovavano in vendita nei bar di alcuni distributori di benzina. In realtà si trattava di veri e propri tamponi che dovevano essere destinati esclusivamente al personale sanitario qualificato e non ai privati cittadini

Pubblicato il - 19 aprile 2021 - 15:57

COLOGNOLA AI COLLI (VR). Durante uno degli innumerevoli controlli sul territorio i carabinieri hanno scoperto che all’intero dei bar di alcune stazioni di rifornimento nella zona in Colognola ai Colli e San Bonifacio, erano stati messi in vendita, tra i comuni prodotti di consumo, dispositivi medici diagnostici per il Covid-19.

 

In particolare si trattava di tamponi faringei di produzione cinese, destinati appunto alla ricerca del virus, il problema è che non si trattava di prodotti per uso auto-diagnostico ma di veri e propri tamponi che dovevano essere destinati esclusivamente a personale sanitario qualificato e non certo al privati cittadini.

 

Inoltre le singole confezioni risultavano sprovviste, sulla scatola, delle necessarie indicazioni in lingua italiana, come previsto dalle norme vigenti, con il rischio che gli avvertimenti effettivamente riportati sul packaging “for professional use only” e “non home testing” sarebbero potute risultare non sufficienti ad allertare l’acquirente del fatto che quelli fossero test rapidi destinati a uso professionale da non confondere con i test auto-diagnostici.

 

L’analisi della documentazione dell’importazione ha permesso ai carabinieri di appurare come questi prodotti, fabbricati a Zhejiang in Cina, fossero stati importati in Italia da una ditta che opera nel settore della distribuzione di materiale sanitario, con sede in Croazia, per poi finire in vendita tra gli espositori di bar e distributori di benzina.

 

Il titolare della società che ha posto in vendita i dispositivi medici, è stato multato con una sanzione di 1.000 euro e complessivamente 78 confezioni del prodotto sono state sottoposte a sequestro cautelativo.

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