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Spacciava normali mascherine per Ffp2, vendendole in emergenza anche a case di cura trentine. Denunciato un imprenditore

Un imprenditore lucchese è stato denunciato per frode in pubbliche forniture e frode in commercio, dopo che un'indagine della guardia di finanza ha portato a scoprire che i dispositivi di sicurezza venduti a diversi enti e privati nel corso dell'emergenza non erano conformi alle regole europee. Coinvolte anche due strutture in Trentino

Pubblicato il - 30 settembre 2020 - 09:22

ARCO. Per aggirare il regolamento, l'importatore era ricorso ad un “voluntary certificate” ottenuto da un'azienda polacca, invece che del regolare certificato CE. Un imprenditore lucchese, scoperto, ora rischia davvero grosso: nel momento di maggiore emergenza, durante i mesi del lockdown, ha rivenduto a diverse regioni italiane quasi 300mila dispositivi di sicurezza di tipo Ffp2, arrivando a guadagnare una somma stimabile attorno ai 265mila euro.

 

La guardia di finanza di Livorno, impegnata nell'indagine, ha così denunciato l'uomo, proprietario di un'azienda con sede in provincia di Lucca, per frode nelle forniture pubbliche e frode in commercio. L'accusa? Avere venduto delle mascherine importate dalla Cina non conformi con le regole europee. Oltre alle pesanti denunce, i finanzieri hanno inoltre sequestrato 64mila mascherine, il rimanente cioè del grande carico arrivato nei mesi dell'emergenza, quando la “caccia” alla mascherina impegnava gran parte degli enti pubblici e privati.

 

Tra gli ospedali truffati, oltre a strutture in Toscana, Lombardia, Lazio e Campania, ci sarebbero anche delle strutture trentine, tra cui la Solatrix e una piccola casa di cura di Arco

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