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Sequestrato ai padroni, un cucciolo viene messo all'asta. La Lav scrive al Tribunale: "Pratica obsoleta, affidatecelo"

La Lav di Trento ha scritto al Tribunale del capoluogo affinché le venga affidato un cucciolo di cane sequestrato e messo all'asta. Il responsabile Simone Stefani: "Si tratta di una disposizione assolutamente non condivisibile sul piano etico in quanto non tiene conto del benessere dell'animale, già sfortunato, e del suo diritto a una seconda possibilità per una vita felice in una nuova famiglia"

Pubblicato il - 15 ottobre 2020 - 13:26

TRENTO. Cento euro di base d'asta e la possibilità di rilanciare di 50. Sembra essere questo il prezzo per un cucciolo di cane di 2 mesi e mezzo, che da parte del Tribunale di Trento è stato messo all'asta dopo il sequestro ai padroni. A denunciarlo è la sezione della Lav, la Lega anti-vivisezione, di Trento, che ha chiesto al giudice la richiesta di affidamento, giudicando la pratica disumana.

 

“Si tratta di una disposizione assolutamente non condivisibile sul piano etico in quanto non tiene conto del benessere dell'animale, già sfortunato, e del suo diritto a una seconda possibilità per una vita felice in una nuova famiglia – ha dichiarato Simone Stefani, responsabile della sede di Trento e vicepresidente Lav – gli animali, come noi, hanno una vita relazionale e emotiva, non sono oggetti che possono venire espropriati o messi all'asta, senza curarsi della loro salute psichica e affettiva. Lo sanno bene tutti gli italiani che complessivamente accolgono nelle loro case 7 milioni di cani e 7,5 milioni di gatti ai quali si sommano circa 46 milioni di altri animali fra roditori, uccelli e pesci. Una massa critica di cittadini sempre più sensibili nei confronti degli animali”.

 

Secondo l'associazione animalista, tale pratica, specie nei confronti di un animale che pare non essere del tutto sano (ha bisogno infatti di cure a un occhio), mette in evidenza per un'altra volta un modus operandi considerato “obsoleto” e che “rischia di rimettere gli animali in mano agli stessi maltrattatori o a loro conoscenti qualora risultassero vincitori all'asta in questione, così consentendo il protrarsi della situazione”.

 

Per questo la Lav, anche a fronte della legge sul maltrattamento degli animali, ha scritto al giudice chiedendo l'affidamento del cane. “Abbiamo chiesto al Tribunale anche l'affido diretto dell'animale – conclude Stefani – così ci possiamo occupare da subito della sua salute e possiamo iniziare il corretto iter necessario a garantirgli un futuro felice in famiglia, a partire dalla scelta attenta e ponderata dell'adottante fino alle successive verifiche affinché l'inserimento avvenga nel modo migliore”.

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