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Tanti orsi visti a luglio in Trentino ma pochi danni causati. Alcune predazioni da lupo. Morte 45 pecore finite in un crepaccio

Il report per il mese appena passato parla di molti avvistamenti di orsi in provincia (perché le nostre montagne sono molto frequentate da escursionisti e residenti in questa fase dell'anno). Ecco come comportarsi in caso di incontro e dove sono avvenute le predazioni da lupo

Di L.P. - 08 agosto 2020 - 17:58

TRENTO. Pochi danni da orso, anche per questo mese, hanno caratterizzato il luglio appena concluso sulle montagne trentine. Il report tratto dal sito Grandi Carnivori della Provincia di Trento, infatti, spiega che per quanto riguarda gli orsi ''si sono registrati diversi eventi di danno per lo più di lieve entità (su ciliegi, susini, apiari, pollai), ma in qualche caso i danni hanno riguardato anche animali da reddito (ovicaprini, asini). Si registrano alcune visite a cassonetti dell’umido o cestini dell’indifferenziato, in particolare in Val di Sole e, soprattutto, sull’altopiano della Paganella, dove è attivo un giovane orso particolarmente confidente, per il quale sono in atto azioni mirate alla cattura per dotarlo di radiocollare''. 

Diverse le segnalazioni di avvistamenti, anche in orari diurni, di alcuni individui più confidenti della media, filmati e fotografati a margine del bosco o nei pressi di strutture antropiche (ristoranti, rifugi, baite situate in zone boscate, es. in destra Val di Non, altopiano della Paganella, Val di Genova, Calino di Tenno e S. Giovanni al Monte di Arco). Gli esperti della Pat spiegano che ciò è dovuto anche e soprattutto a seguito del progressivo incremento di frequentazione antropica della montagna (da parte di residenti e di turisti) tipico dei mesi estivi.

 

E quindi il doppio consiglio: ''Evitare che gli orsi siano attirati da cibo o rifiuti, lasciati incautamente a loro disposizione (si raccomanda quindi a quanti utilizzano le aree pic nic, ai proprietari di baite e seconde case, ai gestori di rifugi e di bar/ristoranti situati in ambienti boscati, ai sindaci e in generale a chi in Trentino occidentale si occupa della gestione dei rifiuti, di fare in modo che cibo e rifiuti restino sempre al di fuori della portata degli orsi)''; ''in caso di avvistamenti di orsi, si raccomanda di evitare di avvicinarsi e/o di permanere vicino ad essi (magari per riprenderli con lo smartphone), anche quando questi paiono tranquilli e a loro agio. Più in generale, muovendosi a piedi o in bicicletta nell’ambiente di presenza degli orsi, si raccomanda di farsi sentire per tempo, in modo di evitare incontri ravvicinati a sorpresa. Qualora questi si verifichino, e in particolar modo qualora l’orso coinvolto manifesti agitazione o aggressività (ciò vale a maggior ragione per le femmine accompagnate da piccoli), è opportuno sforzarsi di mantenere la calma e retrocedere lentamente, o rimanere immobili. Vanno evitati atteggiamenti scomposti o minacciosi all’indirizzo di un orso che manifesti aggressività a seguito di un incontro a sorpresa''.

Passando al lupo, in questo periodo dell’anno calano gli avvistamenti diretti e i rinvenimenti di indici di presenza o di fauna selvatica predata; tuttavia, con l’arrivo del bestiame in alpeggio, in estate aumentano le predazioni su domestici, specie se gli animali da pascolo non vengono protetti a dovere: a luglio si è registrato un netto incremento degli eventi di danno. In particolare, si sono registrate predazioni (soprattutto su patrimonio ovicaprino, ma anche in qualche caso a danno di asini e giovani bovini) in Valfloriana, sull’altopiano di Marcesina, sul Carega, in Val Cadino (Lagorai), al Passo Brocon, in Val dei Mocheni, in Valsugana, nel Primiero, in Val di Fassa, in Val di Sole.

 

A Trambileno poi aveva fatto discutere la morte di 45 pecore. Gli animali si erano ammassati in un canalone ed erano caduti in un crepaccio sul Pasubio. Era il 17 luglio, c'era nebbia fitta e pioggia battente e se molti erano i dubbi su quanto fosse accaduto per far scappare le pecore (un tuono, un lampo o altro) per il report Grandi Carnivori della Pat a spaventare i capi ovini sarebbero stati proprio due lupi.

 

Al riguardo la Pat specifica che: Il rapido ritorno del lupo sull’intero territorio provinciale implica un crescente impegno da parte di tutti, amministrazioni, allevatori e hobbisti, nella custodia degli animali al pascolo più esposti alle predazioni (ovicaprini, bovini più giovani di quindici mesi, asini), in particolare nelle ore notturne. In proposito si ricorda che, come già da molti anni avviene per l’orso, anche per il lupo è possibile richiedere all’Amministrazione provinciale opere di prevenzione (recinzioni elettrificate) in comodato d’uso gratuito o, in alternativa, il finanziamento per l’acquisto diretto dei materiali necessari alla costruzione delle recinzioni stesse, o di cani da guardianìa appartenenti a razze idonee. Per maggiori informazioni, si prega di contattare le Stazioni forestali competenti.

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