Orsi e lupi in Trentino, ecco il report del 2022: calano i danni e aumentano gli esemplari (ma in linea con le previsioni)
Al contrario di quanto vogliono narrazioni allarmistiche sul fenomeno i grandi carnivori non stanno aumentando in modo esponenziale (i nuovi cuccioli sono 25 con 2 già deceduti in linea con il 2020 quando i nuovi cuccioli erano stati 22-24) e anche i branchi di lupi se prima erano 26 in Trentino ora sono 29 con 5, però, che sfiorano solo marginalmente il Trentino. Ecco i dati

TRENTO. Calano i danni provocati sia da orsi che da lupi mentre aumentano le popolazioni di entrambi gli esemplari, seppur di poco, a dimostrazione del fatto che, seppur con fatica, anno dopo anno, le strategie di difesa poste in essere da allevatori e agricoltori, esistenti e ormai ben note, stanno dando i loro risultati.
Questo ci dice il nuovo report grandi carnivori pubblicato, finalmente, dalla Provincia di Trento dopo anche le importanti sollecitazioni del mondo ambientalista e di tecnici ed esperti. Nel testo, che rappresenta il quadro dettagliato sui grandi carnivori, dai lupi agli orsi passando per linci e sciacalli d'orati, saltano agli occhi i dati sui danni provocati sia dai lupi che dagli orsi che, al contrario dalla narrazione sempre più imperante sulla quale hanno gioco facile anche buona parte dei media, sono addirittura calati nel 2022.

Tutti i danni causati da orsi e lupi messi insieme non superano i 150mila euro, una somma irrisoria per le casse pubbliche (per avere un termine di paragone un nuovo parco giochi di recente costruzione come quello di Povo del Salè nel 2021 è costato 220mila euro). Nel dettaglio il report recita: ''Al momento della stesura del presente rapporto sono stati liquidati 145.679,52 € di indennizzo, di cui 76.786,51 € per danni da orso e 68.893,01 € per danni da lupo''. E ancora: ''I dati relativi al numero di danni 2022 fanno registrare, rispetto al 2021, una sostanziale stabilità per l’orso e un calo del 15% per il lupo''. Ciò a fronte di un leggero anche se graduale aumento della popolazione di entrambe le specie anche se quest'ultima edizione del report è piuttosto fumosa rispetto alla popolazione di orsi presenti in Trentino: ''Il monitoraggio del 2022, condotto in un quadro che prevede il monitoraggio genetico intensivo ad anni alterni, come spiegato nel paragrafo “Il monitoraggio genetico” a pagina 5, non consente di effettuare una nuova stima della popolazione con i criteri utilizzati in altri anni. L'alto numero di cucciolate suggerisce peraltro un possibile proseguimento del trend positivo finora registrato (ultima stima disponibile: 73-92 esemplari, piccoli dell'anno esclusi, a fine 2021)''.

E allora ci si deve basare grosso modo sui numeri dello scorso anno aggiungendo le nuove cucciolate che sono risultate, di fatto, in linea con il 2020. Se tre anni fa, infatti, si erano registrate ''11-12 nuove cucciolate - si leggeva nel report del 2021 - per un totale di 22-24 cuccioli'' quest'anno ''è stata stimata la presenza di almeno 14 nuove cucciolate - si legge nell'ultimo report - il numero più alto registrato finora, per 25 cuccioli'' anche se poi si aggiunge che due cuccioli si sa già che sono morti (''Un cucciolo dell’anno è poi deceduto per investimento stradale e un altro cucciolo è scomparso per cause sconosciute'', si legge nel testo). Quindi la progressione della popolazione resta in linea con le stime e le previsioni e si può confermare il numero che, grosso modo, veniva lanciato nei vari incontri pubblici dal presidente Fugatti e dall'assessora Zanotelli sui 120 esemplari.
Dall'altro lato ci sono i lupi: i branchi sono aumentati leggermente (da 26 sono diventati 29) ma il raggio d'azione degli stessi si è ampliato anche a province limitrofe e così se l'anno scorso i branchi che gravitavano sul Trentino erano 26 quest'anno sono 29 ma con 5 che sfiorano solo la nostra provincia. A livello numerico stando ai calcoli si parla di 194 esemplari però va anche detto che ne sono stati trovati ben 14 morti nel 2022, un dato che fa segnare il record. Nel 2021 il numero di lupi che era stato stimato era di 175 (con 10 decessi segnalati) quindi anche in questo caso l'aumento della popolazione è in linea con le stime: meno di una ventina di esemplari.

Insomma nessuna invasione come qualcuno cerca di dipingerla strumentalmente. Servono politiche per la gestione del fenomeno, senza alcun dubbio, tanta, tantissima informazione e strumenti di difesa adeguati alle esigenze di allevatori e agricoltori ma se non si parte da questo e dalla consapevolezza che questi animali ormai sono parte integrante delle nostre montagne non si risolverà mai nessun problema.














