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Grandi carnivori, il report di marzo: ''Pochi danni da orsi'', alcune predazione del lupo in Vallagarina: ''Ma asino e pecore non erano protetti''

In Vallarsa un lupo ha approfittato della recinzione danneggiata dall'abbondante nevica. Sul territorio provinciale è transitata la lupa "Cimbra". A oggi resta un solo caso di avvistamento di lince e viene confermata la presenza di un nucleo di sciacalli dorati nelle Giudicarie

Di Luca Andreazza - 15 aprile 2021 - 21:27

TRENTO. "Pochi gli indici di presenza, pochi gli avvistamenti, pochi i danni". Questa in sintesi l'attività degli orsi in Trentino a marzo; la maggior parte dei plantigradi ha abbandonato la tana di svernamento invernale nel mese di marzo. Pochi anche gli eventi attribuiti ai lupi, concentrati in particolare in alcune predazione tra Ala, Avio e Vallarsa. In Vallagarina gli animali non erano protetti, mentre il canide nell'ultimo caso ha approfittato dei danneggiamenti causati dalla neve. A oggi resta un solo caso di avvistamento di lince e viene confermata la presenza di un nucleo di sciacalli dorati nelle Giudicarie.

 

Al trend di uscita dal letargo degli orsi fanno eccezione i pochi individui che hanno ripreso una parziale attività già a febbraio, i pochissimi che sono rimasti in parziale attività nel corso di tutto l’inverno e le femmine che, tra metà gennaio e metà febbraio, hanno partorito dentro la tana. Queste ultime lasceranno più tardi il sito di svernamento, in genere in aprile, e in ogni caso tenderanno a rimanere nelle vicinanze ancora per diverse settimane, con i piccoli che iniziano a esplorare l’ambiente esterno allontanandosi pochissimo dalle madri.

 

"Una conferma - si legge nel report - è quella che a fine marzo non si sono ancora registrate segnalazioni relative a nuove nascite. Il mese appena concluso è stato caratterizzato da poche segnalazioni di orso anche in generale: al di là di qualche singolo animale più percepibile". Alcuni esempi sono il giovane maschio attivo tutto l’inverno in val di Rabbi e il probabile maschio subadulto attivo in Val Daone e dintorni, entrambi responsabili di alcuni danni, soprattutto agli apiari. In generale sono stati pochi gli indici di presenza, pochi gli avvistamenti, pochi i danni.

 

"E’ probabile - continua il report - che la scarsa contattabilità degli orsi di questo periodo sia dovuta alla presenza di abbondanti risorse alimentari, in particolare faggiola (il seme del faggio), ancora abbondantemente disponibile (l'autunno scorso è stato un anno di pasciona per il faggio, cioè di grande produzione di seme) e verosimilmente anche di carcasse di ungulati deceduti nel corso di un inverno che, almeno nella prima parte, è stato particolarmente nevoso".

 

Capitolo lupo. A marzo i maschi e le femmine alpha che costituiscono i branchi riproduttivi e le coppie di recente formazione si accoppiano; sulle Alpi i cuccioli nasceranno verso metà maggio, dopo circa 63 giorni di gestazione; nel frattempo continua il fenomeno della dispersione, con i singoli individui in uscita dai branchi di origine che si muovono anche su grandi distanze.

 

Anche nel mese di marzo è proseguito e si è concluso il monitoraggio dei transetti coordinato dal Muse con la collaborazione di Pat, Associazione cacciatori e volontari, nell’ambito del monitoraggio nazionale della specie organizzato per l’inverno 2020/2021.

 

"La percorrenza dei transetti - si legge nel report - ha permesso di rinvenire numerose piste su neve, escrementi e predazioni su ungulati selvatici. Si sono registrati diversi avvistamenti un po’ in tutto il Trentino, spesso di coppie di lupi; come di consueto per il periodo si sono rinvenute carcasse di ungulati selvatici predate o consumate post mortem dal canide".

 

Pochi gli eventi registrati: tre pecore ad Ala e un asino ad Avio, "Tutti non protetti da opere di prevenzione adeguate", e due cervi allevati all’interno di una recinzione in Vallarsa, dove i lupi hanno approfittato dei danni da neve alla recinzione elettrificata posta sulla rete metallica.

 

"Si coglie l’occasione - riporta il report - per raccomandare la custodia degli animali domestici, anche con l’adozione delle misure di prevenzione concesse dall’amministrazione provinciale in comodato d’uso gratuito o tramite finanziamento. Per quanti già dispongono di recinzioni elettrificate, si raccomanda la verifica dell’integrità e funzionalità del sistema (assenza di rotture, varchi, punti deboli e così via), il regolare controllo dello stato di carica delle batterie, la manutenzione regolare dell’impianto." 

 

Ulteriori notizie degne di nota per quanto riguarda l'attività del lupo a marzo: il temporaneo passaggio sul territorio provinciale (Val di Sella e dintorni) della lupa “Cimbra”, esemplare recentemente radiocollarato sull’Altopiano di Asiago (Vicenza), un presunto attacco da lupi su cane domestico a Sarnonico (poi rivelatosi opera di cani domestici, uno dei quali di razza "lupo cecoslovacco", spesso confuso con i lupi selvatici). 

 

Si aggiunge il rinvenimento (31 marzo) dei resti di una lupa di 27,2 chili sui binari della Trento-Malé all'altezza di San Michele all’Adige, poco a sud dell’abitato. L’animale è deceduto per politraumi da investimento ferroviario o stradale. Il sito di rinvenimento dista poche centinaia di metri dal punto di investimento stradale della lupa rinvenuta morta il 20 marzo 2020, e poco più di due chilometri dal luogo di investimento ferroviario della lupa rinvenuta morta il 19 dicembre 2020 a Mezzocorona. Il fatto potrebbe essere una semplice casualità, ma è possibile che la struttura orografica dei luoghi, con la lunghissima dorsale boscata del Dosson di Cembra a mantenere in continuità ecologica val di Fiemme, val di Cembra e val d’Adige fino alla periferia di San Michele all’Adige, possa contribuire a convogliare alcuni lupi in movimento dispersivo verso la Piana Rotaliana, dove avvengono i tentativi di attraversamento della stessa.

 

La lince maschio B132, è stata avvistata e filmata il 12 marzo mentre attraversava la strada provinciale che collega la val di Ledro con il Chiese, lungo la val d’Ampola. Rimane a oggi l’unico esemplare di lince certamente presente sul territorio provinciale. E’ stata infine confermata anche per marzo, tramite fototrappole, la presenza del nucleo di sciacalli dorati di Fiavé, nel Lomaso, che costituisce il primo nucleo riproduttivo accertato della specie in provincia di Trento.

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