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Tenevano i lavoratori in uno scantinato e non fornivano l'attrezzatura per il lavoro nei campi. Imprenditori agricoli denunciati per caporalato

Degli imprenditori agricoli di Laives sono stati denunciati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Durante i controlli effettuati dai carabinieri, emergeva infatti come non fornissero la manodopera dell'attrezzatura necessaria per il lavoro nei meleti e come tenessero 5 stagionali stranieri in un alloggio dalle scarse condizioni igieniche

Pubblicato il - 15 ottobre 2020 - 10:28

BOLZANO. In una stagione agricola funestata dalle difficoltà del Covid, in Alto Adige le indagini dei carabinieri non hanno mancato di individuare alcuni illeciti legati ad una gestione criminosa della manodopera. Tanti i servizi svolti nei campi dove si raccolgono le mele, tra Bolzano, Terlano, Laives e Tesimo.

 

La compagnia dei carabinieri di Bolzano ha verificato che tutti i contratti di lavoro fossero regolarmente registrati e che le misure di sicurezza previste fossero rispettare, sia nell'utilizzo di attrezzature e abbigliamento che nella normativa anti-Covid, visto anche il rischio che qualche lavoratore tornasse nei propri Paesi d'origine senza rispettare la quarantena. Sotto questo aspetto, ad esempio, è stato riscontrato come 23 lavoratori abbiano abbandonato il periodo di quarantena a cui si sarebbero dovuti sottoporre per “fuggire” nei propri Paesi d'origine.

 

Durante l'attività di controllo, effettuato a inizio settembre, i militari della compagnia di Bolzano hanno accertato come alcuni lavoratori di un'azienda agricola di Laives non indossassero l'abbigliamento richiesto perché non fornito dal datore di lavoro. Questi, infatti, utilizzavano normali scarpe da ginnastica invece delle calzature impermeabili e antiscivolo, ed erano completamente privi di guanti anti-taglio, pur essendo impegnati nella potatura degli alberi di melo con le forbici. Tra le altre violazioni riscontrate, vista la lontananza degli alloggi, i lavoratori non potevano usufruire sul posto dei servizi igienici.

 

A fine mese, invece, veniva effettuato un sopralluogo negli alloggi dei lavoratori in questione, 5 braccianti, tutti di nazionalità bulgara. In questa occasione, i militari appuravano come le camere utilizzate non fossero idonee perché poste in un seminterrato i cui muri apparivano anneriti dall'umidità e con delle tubature a vista. Sia per i lavoratori di sesso maschile che per quelli di sesso femminile, erano presente un solo lavabo.

 

Alla luce delle irregolarità riscontrate, gli imprenditori agricoli sono stati deferiti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Bolzano per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché per violazioni relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Su 15 aziende agricole controllate fra Appiano, Tesimo, Terlano e Bolzano, una sola altra violazione è stata contestata. Un imprenditore agricolo è stato infatti sanzionato amministrativamente per il mancato rispetto delle norme anti-Covid. Dovrà pagare una multa.

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