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| 22 ott 2022 | 07:41

Costretti a lavorare senza misure di sicurezza e a dormire e mangiare in uno stanzino senza luce e finestre, caporalato in un'azienda tessile: 3 persone denunciate

Il caso nel vicentino, tre persone titolari dell'azienda interessata al controllo sono stati denunciati mentre altri tre lavoratori sono stati espulsi dal territorio nazionale 

Costretti a lavorare senza misure di sicurezza e a dormire e mangiare in uno stanzino senza luce e finestre

VICENZA. Costretti a vivere in uno spazio senza finestre e luce per poi essere impegnati in modo irregolare in un'azienda di confezionamento di indumenti. E' un caso di caporalato quello che è stato portato a galla nel vicentino dal lavoro congiunto del personale dell'Ispettorato del Lavoro con gli agenti di polizia. 

 

Nel corso di un controllo effettuato sul territori,  le forze dell'ordine hanno verificato un'azienda  di confezionamento di indumenti che si trova nel comune di Isola Vicentina. Gli ispettori della Squadra Mobile e dell’Ispettorato del Lavoro hanno fin da subito riscontrato alcune anomalie: al momento del controllo, infatti, all’interno dei locali della azienda tessile sono stati trovati 3 cittadini cinesi irregolari nel nostro Paese, intenti a prestare la propria attività lavorativa.

 

Condotti negli uffici della Questura e messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione, dopo una attenta valutazione delle loro posizioni, il questore ha deciso nei loro confronti un ordine di allontanamento dal territorio nazionale

 

Nel corso dell'attività sono stati identificati altre 3 cittadini cinesi di 42, 47 e 50 anni, titolari dell'azienda che sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza per diverse ipotesi di reato, tra le quali intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro irregolare, nonché violazione delle norme sul lavoro subordinato a tempo determinato ed indeterminato. Ma non solo. All'interno dell'azienda non erano state rispettate diverse norme di sicurezza e sono quindi state comminate diverse contravvenzioni. 

 

L’ambiente e la situazione che si sono presentati agli occhi degli Ispettori della Questura e dell’Ispettorato del Lavoro, infatti, hanno permesso di riscontrare la loro totale inadeguatezza, così come nel caso degli alloggi dove i lavoratori venivano ospitati: in particolare, gli ambienti dove i 3 cittadini stranieri irregolarmente presenti in Italia erano costretti a dormire e a mangiare erano composti da uno spazio angusto privo di luce e di areazione naturale, e senza il rispetto di alcuna forma di igiene. 

 

All'interno dell'attività  le vie di fuga erano non conformi alle normative e gli estintori non revisionati, l’impianto elettrico non certificato, così come assenti il Documento di Valutazione dei Rischi ed ogni attività di formazione ed informazione a beneficio dei dipendenti.

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