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| 25 nov 2022 | 15:17

Turni massacranti per poco più di 3 euro all’ora, operai costretti a vivere nelle roulotte al freddo e senza servizi igienici: chiusi diversi laboratori e calzaturifici

Violazioni gravissime sulle norme del lavoro che hanno portato alla chiusura di laboratori e calzaturifici oltre all’arresto di diversi imprenditori senza scrupoli che complessivamente dovranno pagare delle sanzioni di circa 500mila euro

Turni massacranti per poco più di 3 euro all’ora, operai costretti a vivere nelle roulotte al freddo e senza servizi
di T.G.

BORSO DEL GRAPPA. I carabinieri hanno smantellato una rete di laboratori e calzaturifici (intestati a cittadini cinesi) che sfruttava i propri lavoratori costringendoli a turni massacranti per paghe da fame. I militari della Compagnia di Castelfranco Veneto, in collaborazione, con i colleghi del nucleo per la Tutela del Lavoro di Venezia e l’Ispettorato del Lavoro di Treviso, hanno portato a termine l’operazione fra i Comuni di Altivole, Asolo e Borso del Grappa.

 

In particolare ad Altivole sono state arrestate 4 persone: un 48enne, una 46enne, un 45enne e un 51enne con i reati contestati vanno dall’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravato, continuato e in concorso, fino al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato, continuato e in concorso. Le vittime erano tre lavoratori di origini pakistane (regolarmente presenti sul territorio nazionale), assunti con contratto “part-time”. I tre operai però erano pagati appena 3,20 euro all’ora con turni giornalieri di 10 ore, senza diritto a riposi e ferie. Inoltre sul posto di lavoro non erano rispettate le norme di sicurezza e igiene. Come se non bastasse i lavoratori erano costretti a vivere in alloggi dalle condizioni precarie, all’interno di roulotte dismesse, senza servizi igienici e riscaldamento.

 

Inoltre, gli arrestati, secondo una prima ricostruzione, avrebbero favorito l’immigrazione di due cittadini cinesi, presenti clandestinamente sul territorio nazionale che erano ospitati in alloggi ricavati all’interno dell’area del laboratorio. I carabinieri hanno sospeso le attività lavorative dopo aver identificato 19 lavoratori (4 dei quali non in regola). Le sanzioni arrivano fino a 193mila euro.


A Borso del Grappa invece, all’interno di un tomaificio, è stata arrestata con le stesse accuse una 41enne di origine cinese mentre un connazionale è stato denunciato in stato di libertà. La donna stava sorvegliando 8 operai di origini pakistane 6 dei quali assunti con contratto “part-time” e 2 irregolarmente presenti sul territorio nazionale. I lavoratori erano pagati solo 3,5 euro all’ora con turni di 10 ore senza ferie e riposi. Anche in questo caso sul posto di lavoro non erano rispettate le norme di sicurezza e igiene mentre gli operai avevano a disposizione alloggi ricavati all’interno di un’abitazione attigua al laboratorio. Le attività del tomaificio sono state sospese anche perché sono stati identificati una ventina di lavoratori non in regola, inoltre le sanzioni arrivano a 105.716 euro.

 

E ancora: ad Asolo, all’interno di un altro tomaificio e di un laboratorio tessile, sono stati denunciati tre cittadini di origine cinese, due donne e un uomo, che impiegavano 3 operai pakistani e 2 cittadini cinesi, tutti assunti con contratto “part-time”, pagandoli appena 3,2 euro all’ora. Anche qui i turni erano da 10 ore senza ferie e riposi mentre gli ambienti di lavoro non erano né igienici né sicuri. Gli operai vivevano in alloggi in precarie condizioni igieniche, ricavati all’interno di locali dei due laboratori, dove abitava anche a una terza cittadina cinese, irregolare sul territorio nazionale. Entrambe le attività sono state sospese e le sanzioni sono arrivate a 202.622 euro. Infine 11 cittadini pakistani sono stati collocati in strutture protette, gli arrestati invece sono stati rinchiusi nelle case circondariali di Treviso e Venezia (una donna è stata posta agli arresti domiciliari).

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