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Tragedia sulla Paganella, una lastra di ghiaccio copre cordino e sentiero: Manuele Cadeddu è scivolato nello stesso punto di Emanuele Rastelli

Il 2 febbraio era morto il medico che lavorava a Bressanone e ieri è successa la stessa identica cosa al 32 di Parma che era arrivato sulla Paganella in pullman con una comitiva. Nella macchina fotografica le immagini del posto fino all'attacco della Ferrata delle Aquile

Pubblicato il - 24 febbraio 2020 - 13:20

FAI DELLA PAGANELLA. Una spessa lastra di ghiaccio si è formata sulla roccia e ha inglobato il cordino di sicurezza della ferrata scendendo fino al sentiero. E' proprio in quel punto che Manuele sarebbe scivolato. Lo stesso punto dove il 2 febbraio aveva perso la vita Emanuele Rastelli, il medico che lavorava a Bressanone scivolato per 300 metri dalla Ferrata delle Aquile. La tragedia di ieri si è ripetuta in maniera quasi identica. Anche Manuele Cadeddu, 32 anni, di Parma, non era attrezzato per affrontare una ferrata, in più in questo periodo dell'anno che rende ancor più insidiosa la montagna.

 

Era salito in quota con una comitiva di turisti con il pullman e li aveva salutati per andare a fare delle foto dall'alto. Arrivato all'imbocco della ferrata che sale sulla Cima Roda sulla Paganella, ha provato ad avventurarsi con le sue scarpe da trekking per portarsi a casa qualche immagine di quei paesaggi straordinari. Ma, come era successo a Emanuele, per raggiungere la ferrata è dovuto passare sulla discesa, molto ripida, del Canalone Cesare Battisti. Una discesa dopo la quale c'è una cengia, ribattezzata "traversata degli angeli", molto esposta che aggira uno spigolo di roccia e che rappresenta la vera prima parte della Ferrata delle Aquile.

 

Su quel tratto di discesa, però, si è formato il blocco di ghiaccio che dicevamo sopra che ha rappresentato un punto insuperabile per i due giovani, con le attrezzature di cui disponevano, e così Emanuele è precipitato il 2 febbraio e Manuele ieri. A dare l'allarme sono stati i compagni di gita del giovane che, non vedendolo rientrare al pullman, dopo aver provato a chiamarlo sul cellulare hanno attivato i soccorsi con il 112.

 

Erano circa le 17 e agli operatori del soccorso alpino è bastato un rapido sorvolo su quel Canalone Cesare Battisti in fondo al quale tre settimane fa avevano trovato il corpo senza vita di Rastelli, per individuare quello di Cadeddu. Recuperata già nel pomeriggio la salma è stata anche trovata intatta la sua macchina fotografica: all'interno le immagini della zona fino all'avvio della ferrata. 

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