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Trovato senza vita in un dirupo il corpo di Carlo Manfroi: il 63enne disperso nella zona dell’Agordino

Il cane di Carlo “Tano” Manfroi era rientrato senza di lui e subito erano scattate le ricerche: purtroppo l’uomo è stato trovato senza vita in fondo a un dirupo. Il 63enne, ex dipendente Luxottica, nonché ex portiere del Belluno Calcio, lascia la moglie e le figlie

Pubblicato il - 26 maggio 2020 - 13:33

CENCENIGHE AGORDINO (BL). Si concludono nel modo più tragico possibile le ricerche di Carlo “Tano” Manfroi, il 63enne disperso dal 23 maggio nella zona del Monte Pelsa. L'uomo era partito assieme al suo cane dalla propria abitazione a Chenet in mattinata da dove, presumibilmente, aveva raggiunto località Bricol, una zona dalla quale si dirama una rete di sentieri denominata Le Ial.

 

Alcune ore dopo l’uscita di casa, il cane di Manfroi era rientrato senza il suo padrone. La moglie non riuscendo a mettersi in contatto con l’uomo aveva dato l’allarme. Immediatamente si è messa in moto la macchina delle ricerche: il soccorso alpino di Agordo, assieme a quello della Val Biois e Alleghe, Sagf e vigili del fuoco, hanno iniziato a setacciare l'area. Oltre una sessantina di persone ha partecipato alle ricerche.

 

Oggi purtroppo il tragico epilogo: dopo che i cani molecolari avevano fiutato una traccia il corpo senza vita di Carlo Manfroi è stato trovato in fondo a una scarpata. “Tano” come lo conoscevano molti era stato un dipendente di Luxottica e per diversi anni aveva difeso la porta del Belluno Calcio, oltre che aver indossato le maglie del Cencenighe e del Le Ville nel campionato Agordino di calcio. Il 63enne lascia la moglie e le figlie.

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