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Un centinaio di studenti esclusi dal liceo sportivo, la protesta del sindacato

“Un test basato esclusivamente su domande di matematica e italiano li ha tenuti fuori” ha denunciato quest'oggi la Flc del Trentino

Pubblicato il - 18 febbraio 2020 - 18:17

ROVERETO. Sono circa un centinaio i ragazzi e le ragazze che l’anno prossimo non potranno frequentare il liceo sportivo né al Martini di Mezzolombardo né al Rosmini di Rovereto. “Un test basato esclusivamente su domande di matematica e italiano li ha tenuti fuori” ha denunciato quest'oggi la Flc del Trentino che fa anche notare, in particolare per l’istituto della Città della Quercia, che questa scelta “è avvenuta mentre si è verificata in parallelo una contrazione delle iscrizioni complessive”.

 

“Suscita perplessità l’idea di una prova selettiva per la formazione delle prime classi – chiarisce la segretaria generale Cinzia Mazzacca -. Appare, però, ancor meno condivisibile che questa non sia stata costruita in modo da far emergere i talenti e le differenze tra gli studenti, ma piuttosto per appiattire le differenze omologando tutto sulla conoscenza della discipline 'tradizionali', come matematica e italiano, e trascurando completamente le competenze sportive e le attitudini personali dei ragazzi”.

 

Per Flc in questo modo si stravolge l’idea innovativa che ha generato questi nuovi indirizzi liceali. “Il percorso del liceo sportivo, nella logica della personalizzazione – viene spiegato - risulta particolarmente adatto a valorizzare lo studente e dunque a prevenire il fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica e formativa: è quindi davvero irragionevole perdere questa opportunità”. Per Mazzacca le prove selettive come quelle proposte dai due istituti trentini appaiono lontane da una visione di scuola inclusiva e innovativa che nelle sue classi deve rispecchiare la complessità della nostra società in termini di provenienze, estrazioni sociali, disturbi di apprendimento, diverse inclinazioni verso le conoscenze.

 

“È evidente che un liceo sportivo che seleziona in questo modo gli studenti non sa rispondere adeguatamente ai bisogni dell’utenza, non è in grado di valorizzare le differenze individuali e dunque è una scuola incapace di facilitare la partecipazione sociale e l’apprendimento. È una scuola che pone barriere e che rinuncia ad essere luogo di promozione sociale”, prosegue Mazzacca. In questo quadro ci si chiede che ruolo ha chi avrebbe il compito di vigilare sulle singole istituzioni scolastiche e di favorire l’innovazione didattico-educativa.

 

Sullo sfondo resta anche il problema legato al personale. Non aver aperto alla creazione di piú classi prima per il liceo Rosmini e per l'Istituto Martini  e non aver ottenuto performance particolarmente positive sul fronte delle nuove iscrizioni pone anche il tema dell’organico.

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