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| 05 feb 2021 | 13:34

Autocertificazioni false, dai turisti triestini in Alto Adige ''per lavoro'' (ma non è vero) a quelli romani sospettati perché il titolare dell'Agritur aveva sbagliato

Sette persone sono state denunciate per vari reati di falso in diversi Comuni della Pusteria. Tra questi anche 3 turisti trovati a Sesto in barba alle regole anti-Covid, autori di dichiarazioni mendaci nell'autocertificazione

Autocertificazioni false, dai turisti triestini in Alto Adige per lavoro'' (ma non è vero) a quelli romani sospettati
di Redazione

SESTO PUSTERIA. I militari della compagnia dei carabinieri di San Candido hanno denunciato 7 persone per vari reati di falso. Per passare le vacanze in montagna in barba ai divieti imposti per il Covid, avrebbero infatti rilasciato delle dichiarazioni mendaci. Le violazioni sono state commesse tutte tra l'ultimo mese del 2020 e il primo del 2021, con le indagini che si sono concluse solamente in questi giorni.

 

I primi 3, tutti triestini, erano stati fermati a Sesto Pusteria a metà dicembre per un normale controllo. Alla domanda sul perché si trovassero in Alta Pusteria, rispondevano di essere lì per motivi di lavoro, compilando le previste autocertificazioni. In quel momento particolare, l'Alto Adige era arancione mentre il Friuli-Venezia Giulia era giallo, con l'impossibilità, quindi, di muoversi tra queste regioni (tra l'altro non confinanti) se non per motivi di lavoro, studio, necessità o salute.

 

Le spiegazioni dei tre, tuttavia, non hanno convinto i carabinieri, che si recavano dal presunto datore di lavoro indicato nell'autocertificazione, accorgendosi che sì li conosceva ed erano stati suoi collaboratori ma molto tempo prima. I tre sono stati quindi denunciati per false attestazioni.

 

Piuttosto singolare, invece, quanto è accaduto nella giornata di Natale, sempre nel Comune di Sesto. I carabinieri infatti fermavano due turisti romani a passeggio per il paese. Interrogati sul perché si trovassero lì, i due dichiaravano di essere giunti in Pusteria il 20 dicembre, quando ancora era consentito muoversi. Giunti all'agriturismo dove avevano dichiarato di dormire, i carabinieri scoprivano però che il loro arrivo era avvenuto nella giornata della Vigilia, contrariamente a quanto sostenuto sia dalla coppia che dal titolare.

 

Da qui i militari erano orientati a denunciare per falsa attestazione sia i turisti che il titolare, salvo poi vedersi arrivare i due in caserma attorno alla metà di gennaio. Saputo che i carabinieri li stavano cercando, hanno dimostrato tramite una serie di elementi di essere effettivamente giunti a Sesto nella giornata del 20 dicembre.

 

I militari sono quindi ritornati all'agriturismo e hanno estrapolato le relative informazioni della banca dati nazionale delle persone alloggiate, scoprendo che per motivi ancora sconosciuti il titolare e una dipendente avevano registrato i clienti solamente il 24 sebbene fossero arrivati il 20. Inevitabile quindi è stata la denuncia per i reati di falso nei registri e per l'omesso obbligo di registrazione di alloggiati a carico del titolare e della sua collaboratrice.

 

I carabinieri di Monguelfo hanno denunciato invece per l'ipotesi di reato di inosservanza di un provvedimento sanitario una donna di Valle di Casies che, risultata positiva al tampone pcr, ha violato ripetutamente l'obbligo di rimanere in casa. Dopo mirati accertamenti, i colleghi di Prato allo Drava hanno denunciato anche un operaio di Sesto poiché al fine di eludere i controlli su strada delle forze dell'ordine aveva falsamente attestato nell'autocertificazione di essersi sottoposto negativamente al test pcr, mentre in realtà non aveva effettuato alcun tampone.

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