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Avevano creato una 'Banca abusiva' e con il sistema hawala trasferivano soldi verso la Tunisia e la Francia, le Fiamme Gialle di Trento smantellano una rete criminale

Oltre al sistema "Hawala", nato in Medio Oriente e che viene usato per il trasferimento internazionale di denaro riferito al traffico di stupefacenti oppure per finalità terroristiche, i trasferimenti avvenivano con un secondo metodo rappresentato da una serie di carte ricaricabili

Di G.Fin - 05 May 2021 - 18:53

TRENTO. Fiumi di soldi che scorrevano in rivoli di sistemi illeciti ed arrivavano in molte parti del mondo. Le fiamme gialle trentine sono riuscite a disarticolare una vera e propria organizzazione criminale operante nelle province di Trento, Pavia, Ragusa, Genova, Milano, Lecco e anche in Germania. Un giro di affari di 7 milioni di euro le cui indagini ora dovranno chiarire la destinazione finale.

 

Le verifiche sono iniziate dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trento e ad attirare l'attenzione dei finanzieri sono state un centinaio di operazioni, tutte eseguite in contanti, sotto soglia (che è pari a 2.000 euro) ed in pochi mesi, fatte da un tunisino disoccupato residente in città. Solo le successive indagini hanno fatto affiorare che il capoluogo trentino era solo uno dei punti di raccolta del denaro e che il baricentro dell’azione criminale era in realtà la città di Pavia.

 

Gli approfondimenti investigativi delle Fiamme Gialle hanno permesso di individuare l’esistenza di una costante attività di raccolta di fondi illecita rispetto a quella regolamentata dalle vigenti normative antiriciclaggio a cui possono accedere solo gli operatori e gli intermediari abilitati e riconosciuti in appositi albi. Una vera e propria attività bancaria in forma professionale, quella attuata dai soggetti denunciati, con quasi nove mila movimentazioni finanziarie eseguite in poco più di due anni con le quali sono state trasferiti 7 milioni di euro.

 

Due i sistemi utilizzati: il primo consiste nell'utilizzo di alcune carte ricaricabili per trasferimenti in diverse zone del mondo. Ancora più pericoloso il secondo metodo perché di impossibile tracciamento. Si tratta del sistema “Hawala” ovvero un sistema bancario anch’esso illecito e parallelo a quello istituzionale che prevede la compensazione di somme di denaro, tra operatori chiamati hawaladar dislocati in giro per il mondo, senza il materiale spostamento del denaro. Si tratta di un sistema nato in Medio Oriente e che viene usato per il trasferimento internazionale di denaro riferito al traffico di stupefacenti oppure per finalità terroristiche.

 

I finanzieri sono riusciti a individuare e ricostruire il percorso di 3.600.000 euro attraverso l’utilizzo di 75 carte di credito postali prepagate, oggetto di migliaia di ricariche disposte da soggetti dimoranti nelle province di Trento, Pavia, Ragusa, Genova, Milano, Lecco, nonché in Francia. Le somme ricaricate sulle Postepay sono state successivamente trasferite su ulteriori carte prepagate nella materiale disponibilità di terzi soggetti dimoranti in Tunisia.

 

Altri 3.400.000 euro, sono stati, invece, abusivamente “scambiati” attraverso il ricorso di “Hawala”, il sistema bancario illecito e parallelo.

 

In tutto sono stati individuati 10 membri del sodalizio tutti denunciati alla Procura lombarda, a vario titolo, per i reati di abusiva attività di raccolta del risparmio e abusiva attività bancaria. Tre di loro, residenti tra il pavese ed il ragusano, sono stati segnalati quali indebiti richiedenti e percettori del cosiddetto “reddito di cittadinanza”.

 

 

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