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"Cacciata dalla casa vacanza perché autistica e faceva troppo rumore. Non abbiamo tutti il diritto di goderci le vacanze?", lo sfogo di Sara

"Può succedere che disturbi, ma si può cercare un compromesso invece di saltare subito alla difesa del turista perfetto e imbellettatoC’è ancora molto da fare nel nostro bel Trentino, apparentemente "lindo" ed "immacolato". Perfetto, ma molte volte falso ed ipocrita"

 

Di Mattia Sartori - 06 July 2021 - 16:33

TRENTO. Siamo davvero "usciti" da questa pandemia più empatici, meno egoisti, disposti a tollerare maggiormente la vicinanza con i nostri simili? Questa è la domanda che si pone Sara Merzi, che a ilDolomiti racconta la storia della cugina autistica, respinta e rifiutata per via della sua disabilità.

 

La cugina di Sara, una trentenne che soffre di autismo, dopo un anno e mezzo di pandemia e con il caldo che imperversa da giorni, aveva voglia di uscire di casa. Sia lei che la madre, come tutti noi del resto, volevano tornare alla normalità, ad assaporare quella libertà che tutti desideriamo da mesi. “Proprio per questo motivo – scrive Sara - mia zia ha deciso di andare in montagna, a Carbonare di Folgaria, in una casa al fresco dove potersi godere un po’ di tregua e passeggiare nei boschi come se tutto fosse tornato normale”.

 

L’idilliaca scampagnata, però, non era destinata a concludersi nel migliore dei modi. “Dovete sapere – aggiunge – che mia cugina ha l'abitudine di parlare ad alta voce con sé stessa. Così, una mattina durante il soggiorno a Carbonare, si è alzata verso le sei e ha iniziato a chiacchierare, come fa sempre. Non l’avesse mai fatto. Subito i vicini si sono scatenati, iniziando a battere sul muro (come se dall’altra parte ci fosse un animale) e a lamentarsi con la proprietaria, costringendola ad intervenire personalmente e suggerire che non erano benvenute”.

 

Capisco che non sia esattamente piacevole essere svegliati alle sei del mattino dalle chiacchiere di mia cugina - precisa Sara -, ma non mi sembra neanche una tragedia. Inoltre sarebbe bastato chiedere educatamente e mia zia non avrebbe avuto problemi ad aiutare i vicini. Invece il tutto si è risolto nel peggiore dei modi, con madre e figlia costrette a lasciare la struttura per via di ospiti insofferenti e una padrona di casa che si è subito lanciata in difesa del turista “perfetto”, senza neanche cercare di trovare un compromesso”.

 

La scusa della proprietaria, da quanto racconta Sara, è stata che i vicini “avevano pagato e quindi avevano il diritto di stare tranquilli”. Anche la cugina e la zia di Sara però avevano pagato per godersi la loro vacanza. Sorge quindi spontanea la domanda: perché ad avere la precedenza sono stati i turisti "normali"? Perché non si è cercato un compromesso, invece di puntare subito il dito contro la ragazza autistica?

 

Non è la prima e non sarà l’ultima umiliazione subita - riprende -, ma in situazioni simili perdiamo tutto, come esseri umani e come Trentini. Come possiamo fregiarci del titolo di regione turistica, quando non accettiamo queste persone solo perché più difficili da gestire? Io mi indigno per questa signora che affitta i suoi bellissimi appartamenti solo a turisti imbellettati e perfetti. Mi indigno per questa coppia che la mattina presto ha battuto i pugni sui muri per manifestare il proprio dissenso, come se ci fosse un animale dall’altra parte”.

 

Tutti andiamo in vacanza per riposarci e stare bene – conclude Sara -, per non soffrire il caldo, per riprenderci il contatto con la natura che abbiamo trascurato. Tutti ne abbiamo diritto, a prescindere da chi siamo. Le nostre piccole azioni quotidiane contano, lasciano il segno, ed hanno ripercussioni. Soprattutto quelle buone. Ogni giorno possiamo decidere se essere migliori. Ogni singolo giorno ed in ogni momento. C’è ancora molto da fare nel nostro bel Trentino, apparentemente “lindo" ed “immacolato". Perfetto, ma molte volte falso ed ipocrita”.

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