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Per una svista perde parte dei rimborsi per le terapie del figlio autistico, la storia di Luana: “Dalla Provincia condivisione e vicinanza solo di facciata”

La vicenda kafkiana di mamma Luana che per una svista ha perso parte dei contributi per le terapie di riabilitazione del figlio a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico: “Mi sono rivolta all’assessorato alla Salute ma mi sento presa in giro, per le famiglie che devono affrontare tutti i giorni la disabilità ci sono solo false speranze”

Di Tiziano Grottolo - 18 June 2021 - 06:01

TRENTO. “La verità è che oltre a dover portare mio figlio fuori regione, perché in Trentino mancano personale e strutture, se non si sta attenti si rischia di perdere pure quel poco di rimborsi che vengono passati dalla Provincia”. È arrabbiata e delusa Luana, mamma di un bambino a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico e che per questo è seguito da vari specialisti del settore.

 

“La diagnosi è stata fatta a Villa Igea – spiega Luana – il centro di riferimento per la Provincia di Trento ma poi per le terapie ti devi arrangiare. Mio figlio è seguito da vari specialisti di neuropsichiatria infantile per migliorare le sue capacità relazionali, comunicative e sociali. Proprio per questo, dall’inizio dell’anno, abbiamo dovuto rivolgerci a un esperto privato perché l’Azienda sanitaria ha poche logopediste e tanti bambini da seguire”.

 

Grazie a un certificato medico ad hoc molti genitori di bambini autistici hanno diritto a un contributo massimo di circa 4.000 euro (per prestazioni ambulatoriali o a domicilio), erogato dall’Apss come rimborso per le terapie riabilitative da seguire. Per ottenere il contributo però è necessario che la neuropsichiatra di riferimento compili la domanda, è la cosiddetta ‘Prestazione 11’: “Purtroppo l’ultima volta che è stata compilata la domanda di contributo c’è stata una svista, di fatto ci si è dimenticati di barrare anche la casella della logopedista”. Una banale errore che però è costato alla famiglia 470 euro, il valore della prima fattura emessa dalla logopedista privata.
 

“Visto che l’assessora alla Salute Stefania Segnana lo scorso 2 aprile – giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, ricorda Luana – si è detta sensibile al tema ho pensato di scriverle per segnalarle il problema. Volevo sapere se era possibile intervenire in qualche modo visto che le spese per le terapie sono molto alte”. Basti pensare che oltre alle terapie sul territorio, Luana (mamma-lavoratrice) accompagna due volte alla settimana il figlio a Padova. È così che venerdì 9 aprile viene indirizzata una mail all’assessora dove si chiede il suo intervento, Luana non sa ancora che questo sarà l’inizio di una vicenda kafkiana.
 

“Pochi giorni dopo sono stata contattata da una funzionaria dell’assessorato che mi ha assicurato che il mio problema sarebbe stato seguito con attenzione, per cercare una soluzione. Mi era stato detto che mi avrebbero fatto sapere ma poi non sono più stata ricontatta”. Passano le settimane e Luana decide di farsi di nuovo avanti: anche questa volta dei funzionari prendono nota dei problemi dietro la promessa di un approfondimento ma i giorni continuano a passare e di risposte non ne arrivano.

 

“Ho scritto una nuova mail all’assessora e al presidente Fugatti ma sono stata ignorata – afferma Luana – a questo punto per me non è più una questione economica ma di rispetto. Mi sento presa in giro, a posteriori sarebbe stato meglio se non avessero risposto nemmeno la prima volta almeno avrei evitato di illudermi”. Non è nemmeno la prima volta che l’assessorato alla Salute viene accusato di “ignorare” le richieste di aiuto che arrivano dalle categorie più fragili, a marzo era stata l’Associazione Trentina Fibrosi Cistica Odv a puntare il dito contro Segnana.

 

Per una pura coincidenza, giusto ieri 17 giugno, mentre Luana attende ancora una risposta l’assessora Segnana non ha perso l’occasione di recarsi a Roma per farsi fotografare assieme al talento trentino Michele Oberburger, giovane con disturbo dello spettro autistico premiato dal Coni per i suoi risultati nelle gare di motociclismo. “Si ostenta condivisione e vicinanza solo di facciata – accusa Luana – ma poi per le famiglie che devono affrontare tutti i giorni la disabilità ci sono solo false speranze. Non abbiamo né tempo né voglia di essere presi in giro, ritengo che quello dell’assessorato sia stato un comportamento pessimo. Ripeto – conclude la madre – non è una questione meramente economica, ma di principio e concretezza che purtroppo non ho trovato nell’assessorato. Qualora riuscissi a recuperare quei soldi mi impegno a devolverli a Casa Sebastiano, una struttura che da tempo rappresenta un punto di riferimento per la mia e altre famiglie”.

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