Bimbo di 9 anni curato fuori dal Trentino, incontro tra la mamma e Segnana. Susanna: ''Ok le promesse ma aspettiamo i fatti''
Un incontro organizzato lunedì 26 luglio tra l'assessorato e la mamma di Diego per conoscere nel dettaglio le difficoltà vissute dalla famiglia e analizzare la documentazione medica: "Sono tantissime le famiglie che si sentono abbandonate dalle istituzioni"

TRENTO. "Ci sono state le promesse di sostegno, ma aspetto anche i fatti". Così Susanna, la mamma di Diego, il bambino di 9 anni che deve andare fuori dal Trentino per ricevere le necessarie cure e avere un futuro (Qui articolo) dopo l'incontro con l'assessora Stefania Segnana e Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute della Provincia.
Un incontro organizzato lunedì 26 luglio tra l'assessorato e la mamma di Diego per conoscere nel dettaglio le difficoltà vissute dalla famiglia e analizzare la documentazione medica. Durante il colloquio è stato presente anche il direttore del Dipartimento pediatrico dell’ospedale Santa Chiara di Trento, Massimo Soffiati, e l'obiettivo è quello di attivare la rete di professionisti che opera fuori provincia per individuare le risposte adeguate per il percorso riabilitativo.
"E' da un anno e mezzo - continua Susanna - che cerco di interessare l'assessorato e le strutture del Trentino. Le promesse sono sempre state tante, ma poi non si è mai concretizzato nulla. Adesso ci è stato organizzato un incontro con il direttore del Dipartimento pediatrico per approfondire la situazione e trovare le soluzioni".
L'incontro si è tenuto dopo la pubblicazione di un video su Facebook, la storia di Diego è diventata virale e solo a quel punto Susanna è stata contattata per fissare un appuntamento.
"Il video non era per la politica - dice Susanna - perché anche se provano a dire il contrario, la Provincia era già a conoscenza della nostra situazione, Diego era stato pure visitate a Rovereto, e tranne poche eccezioni quasi nessuno ha fatto nulla. Ho voluto raccontare la vicenda per evidenziare quanto accade in Trentino e le difficoltà della mia famiglia e di tantissimi altri genitori che contattano le strutture provinciali, senza ottenere nemmeno risposte, abbandonati dalle istituzioni".
Il caso di Susanna che ha raccontato la sua difficile esperienza ha fatto il giro d’Italia, oltre 2.500 condivisioni e il sostegno di tantissime persone. Il suo profilo Facebook è stato hackerato nelle scorse ore e quindi il video è sparito. "Ho fatto denuncia e bloccato la pagina - prosegue - ma non mi fermo: la Provincia deve adeguare le strutture e mettere a disposizione dei terapisti validi e competenti oppure serve l’aiuto economico per sostenere le spese della riabilitazione e seguire le terapie adeguate".
Un'altra battaglia è contro la burocrazia. "Servono troppi documenti e una famiglia normale fatica a districarsi per riuscire a ottenere quanto serve per curare qualcuno. Non può essere che solo chi ha soldi può curarsi, l'accesso alle cure deve essere garantito. La Provincia adesso ci ha ascoltato, ma sono tante le famiglie nella nostra situazione e non ci accontentiamo delle promesse", conclude Susanna.














