Caporalato, costretti a dormire in 20 ammassati e a lavorare senza pause o ferie. Picchiati se si ribellavano, coinvolta un'azienda di Lavis, il sindaco: ''Nessuna violazione tollerabile''
Una sistema di schiavitù che dal Trentino è arrivato in Veneto e che ha riguardato diversi lavoratori. Il lavoratori venivano sfruttati per molte ore al giorno senza alcuna pausa per riposarsi, senza ferie, né alcuna tutela

LAVIS. “Condanniamo con forza quanto è emerso dalle indagini condotte sull'azienda BM Service”. Queste le parole del sindaco di Lavis, Andrea Brugnara in merito all'episodio di caporalato individuato dai carabinieri di Padova e che ha visto coinvolta un'azienda situazione nel comune a nord di Trento. (QUI L'ARTICOLO)
Un episodio molto grave di caporalato che ha visto diversi arresti. Le vittime erano tutte dipendenti della società trentina attiva nel campo del confezionamento e finissaggio di prodotti per l’editoria, di proprietà di due cittadini (padre e figlio) pakistani con cittadinanza italiana, che fornisce manodopera ad alcune aziende di grosse dimensioni ubicate nel nord. Nella fattispecie, le vittime, durante quel periodo, lavoravano alla società “Grafica Veneta” di Trebaseleghe.
Dalle indagini da subito è emerso come i titolari della “B.M. Services sas” con sede a Lavis, assumevano per brevi periodi, stipulando regolari contratti di lavoro (part-time e full-time). In realtà, però, questi operai venivano sfruttati per molte ore al giorno senza alcuna pausa per riposarsi, senza ferie, né alcuna tutela. Come se non bastasse, i lavoratori erano costretti a pagarsi l’affitto per un posto letto ricavato all’interno di abitazioni dove vivevano anche in più di 20 persone ammassate, messe a disposizione dall’organizzazione che si avvaleva di connazionali di fiducia per gestire il tutto.

L'episodio più grave è avvenuto il 25 maggio dello scorso anno quando i titolari della società di Lavis e i loro fedelissimi che gestivano questa illecita organizzazione, scoperto che alcuni lavoratori volevano ribellarsi al sistema di schiavitù imposto, hanno organizzato un’azione punitiva che potesse anche costituire da esempio per gli altri lavoratori “ribelli” che intendessero seguire questa strada. Il 25 maggio al ritorno nelle loro abitazioni di Trebaseleghe e Loreggia, gli operai hanno trovato ad attenderli le squadre di picchiatori che li hanno aggrediti, e dopo averli legati mani e piedi, percossi per derubarli dei soldi, dei documenti e di ogni altro avere, compresi i telefoni cellulari per impedire loro di chiedere aiuto. Infine li hanno costretti a salire a bordo di tre veicoli, per abbandonarli nei luoghi sopra indicati.
L'amministrazione di Lavis con una nota ha voluto ringraziare il lavoro portato avanti dalle forze dell'ordine. “Il rispetto della dignità umana – viene spiegato in una nota - e la tutela del lavoro e del lavoratore sono due tra i principali fondamenti della nostra Costituzione, e nessuna violazione è tollerabile. Il Trentino, e quindi Lavis, è un territorio laborioso, in cui operano moltissime Aziende che mettono al centro della propria attività la tutela e la valorizzazione dei propri dipendenti. Nessuno scostamento è accettabile e condanniamo quindi con forza quanto emerso dalle indagini condotte sull'azienda BM Service” ha concluso il sindaco Brugnara.














