Contenuto sponsorizzato

Caso Pedri, Conzatti interroga il parlamento. Lo psicologo Ege: ''Trovare la forza di denunciare situazioni anomale sul lavoro: come riconoscere mobbing e straining''

Il mobbing non è stabile, ma un processo in continua evoluzione e sono sei le fasi di sviluppo. Lo straining invece si articola in quattro fasi e spesso avviene mediante dequalificazioni o isolamento professionale. Ege: ""La vittima si vede emarginata, calunniata e criticata". Il risultato di entrambi i processi sono distruttivi"

Di Luca Andreazza - 23 giugno 2021 - 06:01

TRENTO. "La vittima si vede emarginata, calunniata e criticata". Così Harald Ege, psicologo e docente di seminari sul mobbing in varie università e autore di diverse pubblicazioni sul tema. "I compiti affidati sono dequalificanti, si viene spostati da un ufficio all'altro o si viene sistematicamente messi in ridicolo davanti a clienti o superiori. Il rischio concreto è che dopo l'epidemia coronavirus la situazione peggiori e quindi è fondamentale affrontare questa criticità".

 

Autore con Domenico Tambasco del libro "Il lavoro molesto", lo psicologo da ormai decenni affronta casi di mobbing e straining. Proprio il termine straining è stato adottato per la prima volta da Ege che ha rilevato inoltre come la casistica maggiore riguardi questa ultima pratica vessatoria sul posto di lavoro: una sorta di conflitto organizzativo diverso ma a ogni modo stressante, ingiusto e lesivo: qui rientrano i casi quali dequalificazione o isolamento professionale con pressioni psicologiche superiori alla norma e la vittima sempre in posizione di inferiorità. In entrambe le situazioni, la durata di questi atteggiamenti è di almeno 6 mesi.

 

"Questi comportamenti - dice il dottore in psicologia del lavoro e delle organizzazioni - possono essere generati da vari scopi, ma il risultato è sempre distruttivo. Il mobbizzato viene letteralmente accerchiato e aggredito intenzionalmente: l'obiettivo è quello di eliminare una persona divenuta in qualche modo 'scomoda', inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento. Questi atteggiamenti vengono registrati soprattutto nelle aziende più grandi e strutturate, tipicamente nel mondo della sanità, in quello accademico e del pubblico impiego. Nessun settore comunque è immune. Non c'è invece differenza tra uomini e donne, i casi sono praticamente equamente divisi".

 

Il professionista ha lavorato inoltre al disegno di legge del 2019 e bloccato in parlamento che porta la firma della senatrice Donatella Conzatti (Qui articolo). Un tema che è ritornato alla ribalta per la vicenda legata alla scomparsa di Sara Pedri. La senatrice trentina è pronta a presentare un'interrogazione parlamentare sul caso dell'ospedale Santa Chiara e per chiedere al ministero della giustizia e a quello della sanità per fare chiarezza e per riproporre al governo l'adozione della norma quanto prima. Solo dopo l'arrivo delle trasmissioni televisive e gli interventi dei consiglieri provinciali i testimoni iniziano a trovare il coraggio di parlare.

 

"E' una situazione tipica quella del silenzio e la scomparsa di Pedri - spiega Ege - sembra avere i connotati del mobbing. Molti per paura restano in silenzio oppure seguono un datore di lavoro e si forma un branco per evitare di finire nel mirino o subire ripercussioni a causa di denunce o prese di posizione a favore delle vittime. Invece bisogna sempre trovare la forza di denunciare. Invece c'è il rischio che l'emergenza Covid porti all'aumento di casi di mobbing e straining: pur di tenere un lavoro si resiste a tutto, ma il benessere psicofisico è primario".

 

Il mobbing non è stabile, ma un processo in continua evoluzione e sono sei le fasi di sviluppo. La "Condizione zero", una pre-fase, cioè banali diverbi d'opinione, discussioni, piccole accuse e ripicche, manifestazioni del classico e universalmente noto tentativo generalizzato di emergere rispetto agli altri. Un aspetto è fondamentale: non c'è da nessuna parte la volontà di distruggere, ma solo quella di elevarsi sugli altri.

 

Il "conflitto mirato": "E' la prima fase in cui si individua una vittima e si dirige la conflittualità". Poi la seconda fase con l'inizio del mobbing e gli attacchi che non causano ancora sintomi o malattie di tipo psicosomatico sulla vittima, ma tuttavia le suscitano un senso di disagio e fastidio. "Si percepisce un inasprimento delle relazioni con i colleghi, la persona inizia a interrogarsi sui mutamenti".

 

La terza fase è quella dei primi sintomi psico-somatici con la vittima comincia a manifestare dei problemi di salute e questa situazione può protrarsi anche per lungo tempo. Si parla di senso di insicurezza, dell'insorgere dell'insonnia e dei problemi digestivi. Poi la quarta fase con errori e abusi dell'amministrazione del personale. La quinta fase è quella del serio aggravamento della salute della vittima, si può soffrire di forme depressive più o meno gravi e si cura con psicofarmaci e terapie, che hanno solo un effetto palliativo in quanto il problema sul lavoro non solo resta, ma si aggrava.

 

E poi la fase finale: "E' l'esclusione dal mondo del lavoro - prosegue Ege - tramite dimissioni volontarie, licenziamenti, ricorso al pre-pensionamento o anche possibili esiti traumatici quali suicidio, sviluppo di manie ossessive, omicidio o vendetta sul mobber. La vittima può andare incontro a una profonda alterazione della personalità, isolamento sociale per evitare gli episodi. Si rischia una forte crisi esistenziale e si perde autostima. Le fasi dello straining invece sono 4 e si va da azioni ostili alla conseguenza lavorativa percepita come permanente, arrivano le conseguenze psicologiche e alla fine c'è l'uscita dal lavoro".

 

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello del "Doppio-mobbing": "Le situazioni lavorative incidono negativamente sulla qualità della vita privata e familiare. I problemi vengono portati a casa e così si aggrava ulteriormente il senso di disagio. C'è un progressivo peggioramento delle relazioni e questo può portare a incomprensioni e ulteriori litigi", conclude Ege.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 23 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
24 settembre - 19:24
Il segretario della Uil trasporti ha scritto una lettera al presidente della Provincia per estendere la gratuità dei tamponi anche agli autisti [...]
Cronaca
24 settembre - 19:51
Per quanto riguarda i nuovi contagi di oggi sono 21 i casi positivi registrati oggi nel bollettino covid dell’Azienda provinciale per i [...]
Montagna
24 settembre - 18:32
Paolo Scarian ha confermato la presenza di un branco di lupi nella zona del Latemar, una famiglia composta da diversi esemplari che è stata [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato