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| 22 lug 2021 | 19:13

Caso Pedri: “Non è una vicenda isolata, acceleriamo per interventi a tutela delle vittime di mobbing”. Conzatti interroga il ministro del Lavoro

A Palazzo Madama la senatrice trentina di Italia Viva Donatella Conzatti ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Andrea Orlando per accelerare sui possibili strumenti operativi che possano “rendere i posti di lavoro liberi dalle discriminazioni, dal mobbing, dallo straining”. Conzatti: "Il drammatico caso della ginecologa Sara Pedri non è purtroppo isolato"

Caso Pedri: “Non è una vicenda isolata, acceleriamo per interventi a tutela delle vittime di mobbing”

ROMA. Caso Pedri, a Palazzo Madama la senatrice trentina di Italia Viva Donatella Conzatti presenta un'interrogazione al ministro del Lavoro Andrea Orlando: “Il drammatico caso della ginecologa Sara Pedri non è purtroppo isolato, bisogna accelerare sull'attuazione di strumenti volti a tutelare le vittime di mobbing o di straining”.

 

Dopo aver già interessato i ministri della Salute, Lavoro e delle politiche sociali e della Giustizia (Qui Articolo), la rappresentante di Italia Viva torna quindi sul caso Pedri presentando in Senato un'interrogazione al ministro Orlando, per accelerare sull'adozione di specifici interventi normativi ed operativi per tutelare i lavoratori e le lavoratrici vittime di mobbing sul posto di lavoro.

 

“Un grave fatto di cronaca ha riportato alla nostra giusta attenzione il tema della molestia sui luoghi di lavoro – ha detto Conzatti in aula – l'Italia ha meritoriamente ratificato la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, però noi riteniamo che ancora manchino gli strumenti attuativi e delle leggi di dettaglio che rendano realmente operativi questi validissimi principi che il nostro ordinamento si è dato”.

 

Il fatto a cui si riferisce la senatrice di Italia Viva è ovviamente la vicenda che ha visto coinvolta la ginecologa Sara Pedri, scomparsa il 4 marzo scorso, che ha causato un terremoto nella sanità trentina, con le dimissioni del dg Pier Paolo Benetollo e l'arrivo alla guida dell'Apss di Antonio Ferro (Qui Articolo). “Le indagini sono in corso – ha continuato Conzatti – così come le ricerche. Ciò che è noto è che il giorno precedente, il 3 marzo, la dottoressa Pedri ha rassegnato le proprie dimissioni dall'Azienda sanitaria, raccontando ai suoi famigliari di essersi tolta un peso”.

 

Nel corso delle settimane sono poi emerse una serie di rivelazioni relative alle condizioni di lavoro all'interno del reparto di ginecologia del Santa Chiara e di ciò che avrebbe subito Sara Pedri sul posto di lavoro (Qui Articolo). “Per questo il 23 giugno scorso ho interrogato il ministro della Salute – ha spiegato la rappresentante di Italia Viva – affinché potesse inviare degli ispettori all'ospedale di Trento. Il ministro Speranza ha prontamente inviato gli ispettori e stiamo attendendo di leggere la loro relazione. Tuttavia, questo fatto deve porre alla nostra attenzione un tema: anche in realtà sanitarie di grande eccellenza, che sembrano primeggiare in Italia nelle classifiche per la qualità delle prestazioni, per la competenza dei medici e degli operatori, possono accadere gravi problemi di ordine organizzativo e della qualità delle condizioni di lavoro”.

 

Ecco quindi che diventa necessario, conclude Conzatti: “Interrogarci sul tema giuslavoristico e capire quali tipi di tutele abbiano i lavoratori per difendersi quando vivono queste situazioni. Mi riferisco, ad esempio, al principio generale della tutela dei testimoni. È difficile provare una violenza o il mobbing, è altresì difficile avere dei testimoni a supporto. Per questo è importante non solo affermare il principio, ma anche dotare il nostro ordinamento di strumenti che definiscano la situazione, che siano per esempio nulli licenziamenti, demansionamenti o trasferimenti”.

 

Parlando di un “episodio drammatico che ha molto colpito l'opinione pubblica”, il ministro Orlando ha risposto ribadendo come la vicenda di Sara Pedri imponga “una riflessione generale che deve essere compiuta in un'ottica di sistema”. Il ministro del Lavoro ha assicurato che, insieme al ministero della Giustizia, si sta procedendo al recepimento di una direttiva europea (la numero 1937 del 2019) per “assicurare un'adeguata tutela ai lavoratori che decidono di denunciare irregolarità e illeciti di cui siano venuti a conoscenza nel proprio luogo di lavoro”, lanciando l'ipotesi di “uniformare la definizione della fattispecie del mobbing, ampliare la conoscenza del fenomeno, potenziare le politiche di prevenzione e introdurre misure di contrasto più efficaci”.

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