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Il caso Pedri approda a tre ministeri, Conzatti: ''Verificare condizioni di lavoro e di gestione nel reparto a ginecologia di Trento''

La senatrice ha interessato  i ministeri della Salute, del Lavoro e delle politiche sociali e della Giustizia. La giovane ginecologa di 31 anni è scomparsa il 4 marzo scorso. La rappresentante di Italia Viva intende sveltire le pratiche per l'approvazione del ddl che regolamenta gli interventi per contrastare mobbing e straining

Di Luca Andreazza - 24 June 2021 - 16:42

TRENTO. "C'è un'indagine della magistratura ma è necessario interessare anche i ministeri per fare piena luce e stimolare il governo a normare le adeguate contromisure a situazioni di questi tipo". Queste le parole di Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva, che in queste ore ha depositato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda Sara Pedri.

 

La senatrice ha interessato  i ministeri della Salute, del Lavoro e delle politiche sociali e della Giustizia. La giovane ginecologa di 31 anni è scomparsa il 4 marzo scorso. "Il giorno prima - spiega Conzatti - la dottoressa aveva inviato le sue dimissioni all'Azienda provinciale per i servizi sanitari e aveva spiegato alla sorella di essersi tolta un peso importante. I familiari hanno riportato che aveva riscontrato sintomi da stress da lavoro dovuti a numerosi episodi di mobbing e c'è stato un calo ponderale certificato dal suo medico".

 

Anche gli esperti Domenico Tambascogiuslavorista del foro di Milano, e Harald Ege, psicologo e docente di seminari sul mobbing in varie università e autore di diverse pubblicazioni sul tema, avrebbero ricondotto questa situazione a mobbing e straning (Qui articolo e qui articolo). Le attività di ricerca avevano ripreso inoltre nuova spinta dopo le dichiarazioni rilasciate dalla sorella e dalla madre alla nota trasmissione “Chi l’ha visto?”.

 

Il programma di Rai 3 è tornato sulla vicenda anche nella puntata andata in onda mercoledì 16 giugno con nuove testimonianze circa le pressioni subite dalla giovane sul lavoro. La tesi sollevata dalla trasmissione è che i problemi più gravi siano iniziati quando Pedri è stata trasferita nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento (Qui articolo).

 

"Ancora non si conoscono tutti gli aspetti di questa vicenda - aggiunge la senatrice - ma il reparto di ginecologia dell’ospedale di Trento era già stato sotto i riflettori a seguito dei numerosi casi di dimissioni. I sindacati Anaao Assomed e Cimo della Provincia di Trento, rilevano inoltre che gli sportelli deputati a raccogliere le denunce di queste problematiche lavorative vengono utilizzati in maniera del tutto marginale. Il risultato è che molti medici preferiscono andarsene".

 

Da qui la decisione di presentare le interrogazioni parlamentari ai tre dicasteri. "E' necessario comprendere quali azioni i ministeri intendano intraprendere per verificare le effettive condizioni di lavoro e di gestione nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento e nell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia di Trento - evidenzia Conzatti - si deve fare luce su eventuali responsabilità della struttura sanitaria circa le cause che hanno condotto alla scomparsa della dottoressa Pedri".

 

Bloccato dal 2019 c'è un disegno di legge che porta la firma di Conzatti. Questo provvedimento è stato costruito con il contribuito proprio di Ege e Tambasco. "Attualmente - dice - tutto è sbilancio a favore del potere esecutivo rispetto a quello legislativo e le riconversioni delle proposte parlamentari sono basse, acuite dalla necessità di dover prendere provvedimenti d'urgenza per fronteggiare l'emergenza Covid. Il parlamento si è sacrificato ma adesso si deve trovare una soluzione: la normativa vigente non disciplina nello specifico i fenomeni di mobbing e straining, le principali condotte persecutorie sul posto di lavoro".

 

Le tutele dall’ordinamento derivano da un’opera di "supplenza giurisprudenziale". "Ormai però questo si dimostra inadeguato alle esigenze di tutela delle vittime. Atteggiamenti persecutori sul posto di lavoro non sono più accettabili", conclude Conzatti.

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