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| 02 lug 2021 | 20:48

Caso Pedri e dimissioni Benetollo, Cia: ''La commissione ministeriale? Ferita grave all'autonomia inferta dal Trentino. Si valuti posizione di chi guida l'unità di ginecologia''

Si attende l'arrivo degli ispettori del ministero per verificare le condizioni di lavoro nel reparto di ostetricia e ginecologia. Ora si aggiunge che il direttore generale dell'Apss ha rimesso il mandato in quanto il 7 giugno aveva confermato l'incarico all'attuale direttore dell'Unità operativa finita nella bufera. Cia: "Non si può minimizzare o nascondere la verità: serve chiarezza"

Caso Pedri e dimissioni Benetollo, Cia: La commissione ministeriale?

TRENTO. "Una ferita all'autonomia che non arriva da Roma, ma direttamente dal Trentino". Questo il commento di Claudio Cia (Fratelli d'Italia). "Le criticità che coinvolgono il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Trento si trascinano da dieci anni, ma questo non può giustificare le colpe dell'attuale gestione tra Apss e assessorato alla sanità. Non si può minimizzare o nascondere la verità: serve chiarezza". 

 

La vicenda legata alla scomparsa di Sara Pedri a marzo sta travolgendo l'ospedale di Trento che finisce con cadenza quasi quotidiana nelle notizie di cronaca nazionale, così come nella programmazione di importanti trasmissioni come "Chi l'ha visto?". E ogni giorno emergono nuovi dettagli e un quadro inquietante per un reparto che negli ultimi anni sarebbe stato diretto in modo padronale con decine di medici costretti a lasciare e molteplici professionalità svilite.

 

Si attende l'arrivo degli ispettori del ministero per verificare le condizioni di lavoro nel reparto di ostetricia e ginecologia. La Pat ha assicurato la massima collaborazione ai commissari e ora si aggiunge che il direttore generale dell'Apss, Pier Paolo Benetollo, ha rimesso il mandato in quanto il 7 giugno aveva confermato l'incarico all'attuale direttore dell'Unità operativa finita nella bufera.

 

"E' la prima volta in assoluto per la sanità - dice Cia - che i commissari si portano a Trento. Era successo per la scuola con la Giunta Rossi ma questo caso è ancora più grave perché la competenza è esclusiva del Trentino. L'arrivo degli ispettori evidenzia che il buon governo per quanto riguarda la gestione del comparto è dubbio, un settore da 1 miliardo e 200 mila euro di soldi pubblici. Se vogliamo difendere l'autonomia dobbiamo invece dimostrare di essere più rispettosi e più capaci di amministrare le realtà espressione del territorio".

 

Recentemente, la direzione generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha istituito una nuova commissione interna per effettuare ulteriori approfondimenti a proposito della sparizione della giovane ginecologa e per raccogliere notizie puntuali relative alle vessazioni denunciate dai sanitari del reparto di ginecologia. Ma sono tante le persone che hanno trovato il coraggio di parlare con testimonianze angoscianti: "Pregavo di trovarmi a casa con le gambe spezzate piuttosto che andare a lavorare". 

 

Intanto il dg ha compiuto un passo indietro, anche se la Pat sembra essersi presa qualche giorno per le valutazioni del caso. Centrale nella decisione una delibera per riconfermare Saverio Tateo alla guida dell'unità operativa. Un provvedimento 

 

"Il problema, però, non si è palesato oggi, ieri o da quando la guida dell'Apss è stata affidata a Benetollo. Dispiace per il direttore generale - aggiunge il consigliere di FdI - che paga una colpa non totalmente sua, sicuramente affrontata in modo superficiale. Anche se l'Apss, pur pubblica, è autonoma e le delibere non devono essere per consuetudine preventivamente inviate per approvazione e informazione all'assessorato, questa situazione avrebbe meritato i dovuti approfondimenti. Un vuoto di relazione tra Azienda sanitaria e politica certamente preoccupante perché la vicenda specifica è nota da marzo, ma la sofferenza nel reparto dura da anni".

 

Già il 17 gennaio 2019 il consigliere di FdI aveva chiesto chiarimenti in commissione. "Una colpa del dg - prosegue Cia - può essere quella di aver sottovalutato una vicenda grave. Nonostante i segnali, si è aspettato che questa situazione arrivasse alla ribalta nazionale senza fornire risposte chiare e serie. Molti gli allarmi: Apss e Pat avrebbero dovuto saper fare i dovuti approfondimenti. Si è pensato di poter trattare le difficoltà come sempre e senza vigilare. Questa criticità si è sviluppata negli ultimi 10 anni: tre le legislature che si sono susseguite in questo contesto tra Rossi, Borgonovo Re e Zeni, ora Segnana. Ma le eventuali colpe degli altri non possono giustificare o rendere meno pesanti quelle attuali".

 

Seppur in maggioranza, il consigliere in quota Fratelli d'Italia si è sempre speso per fare chiarezza, magari con posizioni che possono essere sembrate scomode per l'esecutivo leghista. "Se devo scegliere tra la maggioranza e la verità, scelgo quest'ultima. Anzi, una maggioranza che ha il coraggio di non tacere è un elemento qualificante. Invece - continua - ci si è preoccupati dell'autoreferenzialità dell'Apss per non minare l'immagine. Ma lede di più continuare a nascondere eventuali problemi e aspettare che la situazione finisca fuori controllo oppure è più serio e sintomo di buon governo approfondire i problemi?".

 

Le minoranze sono intervenute per chiedere le dimissioni di Segnana. "Chiaro che non aver considerato a dovere questa situazione ha creato un'ingiustizia. Penso che è semplicistico chiedere le dimissioni dell'assessora e rischia di chiudere la vicenda troppo presto. Forse il primario e il vice primario dovrebbero compiere un passo indietro. Figure che non sarebbero riusciti a rendersi garanti di un lavoro di squadra in armonia. E questo deve essere un aspetto fondamentale in tutti i reparti. In questo caso non si mettono in discussione la qualità tecnica e professionale, ma è necessario restituire serenità all'unità operativa in questione. I carichi di lavoro sono importanti, da un'indagine del 2019 è emerso che gli operatori mediamente sono attivi 15 ore al giorno, questo è tanto pericoloso per il paziente quanto per il personale", conclude Cia.

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